Aiutati che Dio t’aiuta

credo sia un detto popolare… mai più veritiero e corrispondente alla realtà che stiamo vivendo oggi.

Come potrebbe essere diverso?

Oggi nessuno si ferma un attimo per guardarsi intorno e per vedere se qualcuno ha bisogno di un aiuto?

La scusa? Siamo tutti impegnati a sopravvivere e a lottare per la nostra sopravvivenza.

Lo vediamo e lo leggiamo tutti i giorni, le cronache, i giornali e le televisioni sono piene di persone che hanno bisogno d’aiuto, o ne avrebbero avuto bisogno.

Giovani di cui con molta leggerezza si dice che ormai sono “senza futuro”… tutti precari che passano da uno stage gratuito ad un contratto da fame anche dopo una brillante laurea.

Peccato che nessuno a scuola gli abbia insegnato che il futuro è nelle loro mani… E sono milioni.

Adulti nel pieno della maturità, che sempre più spesso, espulsi dal mondo del lavoro non hanno nessuna possibilità di rientrarci… “offresi lavoro, eta massima 30 anni” questo è quello che leggono e di cui nessuno parla. E sono altre milioni di persone che attendono che qualcuno si occupi di loro.

Anziani, che dovrebbero essere la nostra la nostra memoria storica, sempre più spesso soli e abbandonati…e che alla fine magari si sentono in colpa perché prendono una pensione, spesso misera e dopo una vita di duro lavoro. Pensione che sempre di più sono costretti a dividere con figli e nipoti. Ma se ci guardiamo indietro il lavoro e la vita negli anni passati erano duri veramente.

Stranieri spesso disperati, che vengono in Italia e che fanno lavori che noi non vogliamo più fare… e che qualcuno vuole ricacciare a forza nei loro paesi usando regole, metodi e leggi che nulla hanno a che fare con la nostra tradizione democratica e religiosa.

Tutti abbiamo bisogno di un aiuto almeno una volta nella vita. Milioni e milioni di persone che avrebbero bisogno di un piccolo aiuto e sono in attesa che qualcuno si accorga di loro..di noi…di te, di me.

Non esiste una vita, una carriera, un successo, una famiglia, che possa dirsi tale senza che qualcuno un giorno abbia deciso, senza un motivo apparente, di dare una possibilità all’altro, o di qualcuno che ha creduto in noi e questa possibilità ce l’ha offerta.

Oggi perché dovrebbe essere diverso?

Eppure qualcuno sta cercando di cambiare queste regole per propria convenienza e per un proprio interesse. Pochi ma potentissimi.

Una Chiesa che da una parte cerca di impegnarsi per la propria missione cristiana… e dall’altra parte non paga le  tasse, usando gli stessi trucchi dei grandi evasori, autorizzata da leggi vergognose.

È la globalizzazione dicono…è inevitabile…

Ma la globalizzazione può riguardare merci, capitali, politiche, commerci, ma non può e non deve rivoluzionare in peggio la vita di milioni di persone, non può stravolgere un tessuto sociale.

Non può riguardare il fatto che non riusciamo più ad accorgerci che al piano di sotto vive qualcuno che è sempre solo… oppure il disagio e la sofferenza di un amico o di un’amica… oppure di quell’uomo o di quella donna che fuori da un supermercato cerca di venderci qualcosa infilata in un carrello della spesa piena di calzini e mutande…

Non può distruggere famiglie… esistenze… presente e futuro. Non può e non deve distruggere cultura, territorio, beni culturali che nel nostro paese sono un patrimonio inestimabile, e forse potrebbero essere il vero futuro del nostro paese.

Tentano con degli sporchi giochi finanziari di nasconderci che il mondo è ormai in mano a pochi che usano tutti gli strumenti per fare i loro interessi, senza preoccuparsi di nessuno, e senza che nessuno li possa fermare.

Oggi è lo spread, ma ieri aveva un altro nome.

E intanto tra un governo Prodi, Belusconi e ora probabilmente Monti, le tasse ogni giorno le pagano sempre gli stessi: sulla benzina, sulle buste paga di impiegati ed operai, sulle bollette, sul vizio dei tabacchi, sulle illusioni di un gratta e vinci o su una slot machine in un bar, al supermercato sempre più controllato e gestito da multinazionali, e tutto invece di migliorare peggiora sempre, e guarda caso sempre per la stessa categorie di persone.

Se la colpa di tutto questo è la globalizzazione…allora…

Io sono no-global.



Categorie:Spettacolo

1 reply

  1. Condivido pienamente le tue parole e penso che solo con la condivisione dei pensieri, noi “piccoli pensatori”, possiamo contribuire ai grandi cambiamenti!

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