La Cultura ed il Turismo potrebbero salvare l’Italia dal disastro?

Ho 53 anni e sono (o forse ero) un professionista del settore musica e spettacolo, e come dico io per generalizzare ed allargare il campo d’azione, dell’entertainment.

Nella mia vita ho fatto il manager in importanti aziende del settore, ma all’età di circa 49 anni sono stato costretto per diversi motivi ad uscire dall’ultima azienda.

Si sa anche che a questa età, curriculum brillante o no, in azienda non si rientra, anche perché come è noto a tutti la crisi morde e si preferiscono giovani anche inesperti a 1000 Euro al mese, a noi “vecchi” over 50.

Quindi unica possibilità che mi restava è la libera professione con partita Iva.

E via al carosello dei problemi , commercialisti, studi di settore che con il mio settore nulla hanno a che vedere, Irap pagata e non dovuta, ma forse rimborsabile solo se fai ricorso, contributi Inps con gestione separata e quindi non ricongiungibile con le mie precedenti posizioni contributive, e tutti gli altri paletti e disincentivi alla faccia di chi ci dice che noi Italiani non sappiamo essere imprenditori di noi stessi, non possiamo farlo senza andare fuori mercato.

E fuori mercato ci andiamo sicuro se per metterci in tasca 500 Euro netti dobbiamo incassarne 1.200 (21 % Iva + 20% Tasse ,27% contributi) e quindi chiederli ai nostri clienti .

Al di là delle folli politiche fiscali, per fare la libera professione e chiedere un giusto compenso per il mio lavoro, lo si può fare solo se un settore è brillante e vivo, e non certamente in un paese dove tutto sta morendo.

E si sa che la Musica in Italia sta morendo nel disinteresse generale.

Nelle mie stesse condizioni ci sono migliaia di addetti ai lavori dello spettacolo, che non hanno nessuna prospettiva davanti e nessuna possibilità di farsi sentire presso la pubblica opinione.

Ma non scrivo per parlare dei miei problemi o quelli dei miei colleghi, ma per stimolare una riflessione collettiva più ampia possibile.

Ho sperato come molti altri, per l’ennesima volta, in un governo che indipendentemente dal suo colore politico passasse dalla solita politica delle chiacchiere ad una vera politica del fare… come diceva spesso l’ex Presidente del Consiglio, ma purtroppo mi sbagliavo.

Io sono convinto, e come me molti altri più illustri commentatori ed esperti, che una delle ancore di salvezza e possibilità di sviluppo concrete per l’Italia sia la Cultura, e strettamente collegato, il Turismo.

In un paese dove nella attuale situazione fiscale e burocratica è quasi impossibile pensare di trovare investitori che possano rilanciare la nostra industria e quindi la nostra economia, dovremmo concentrarci sulle risorse che abbiamo già in casa e in quantità rilevante, e cioè la Cultura ed il Turismo.

L’ Italia, il bel paese, con migliaia di Km di costa meravigliosa, spiagge, boschi, montagne, parchi, città d’arte, testimonianze delle grandi civiltà che hanno costruito il mondo, sparse in modo omogeneo per tutta la penisola e in gran parte trascurate o addirittura dimenticate, attendono solo che qualcuno lungimirante se ne occupi e le sfrutti in modo adeguato.

Il nostro bistrattato ma meraviglioso sud, la Sicilia, la Sardegna ,la Puglia, la Calabria, la Campania, potrebbero risorgere nel giro di pochissimi anni e consentire a moltissimi dei suoi cittadini e soprattutto a quei giovani disoccupati di cui si parla sempre senza fare nulla, di vivere serenamente lavorando nella propria terra.

A maggior ragione con l’approvazione del “Federalismo” e della Lega che lo ha fortemente voluto , le Regioni, le Province e i Comuni Italiani potrebbero organizzarsi per sfruttare territorialmente ognuno con le proprie peculiarità e caratteristiche i propri territori, dando slancio al Turismo localmente valorizzando i Beni Culturali, le risorse territoriali, le coste, i mari, i boschi, le montagne ,i parchi , le terme, le aree protette e tutta la cultura popolare come la musica ,la danza ,il teatro. Anche utilizzando bene luoghi idonei come le Piazze, i Teatri, i Cinema, gli Anfiteatri, e promuovere comunicando le manifestazioni come i mille Festival che ogni estate si svolgono in tutta Italia, o le decine di migliaia di sagre, creando attrattive per turisti Italiani e stranieri.

Suggerisco una campagna pubblicitaria nel 2012 per convincere gli Italiani a sacrificarsi e spendere le proprie vacanze estive in Italia, come contributo al nostro bellissimo paese, dando un forte segnale anche economico.

Avevamo una “Ministra” del Turismo che per bocca dell’ ex Presidente del Consiglio che l’ ha descritta come ”maleducata” che si infila dappertutto, io dico forse ,non solo per vanità, ma per avere un poco di attenzione sul suo ministero ed elemosinare risorse che puntualmente gli vengono negate, conscia che sino ad oggi non ha combinato nulla, in parte per incapacità dovuta alla mancanza di conoscenza del settore, ma anche grazie a quel “senza soldi” di cui sopra.

Lo scenario doveva invece essere diverso con il goveno dei tecnici Monti, , non se ne sente parlare più ne di cultura e beni culturali, ne di sviluppo turistico.

Chi li ha visti ne sentiti il ministro alla Cultura Lorenzo Ornaghi insieme a Piero Gnudi Ministro del turismo di questo strbiliante goveno di tecnici… di cosa poi? Uno è un professore di scienze politiche (cultura?), l’altro un ex banchiere che di professione fa il consiglierie di amministrazione di tutto meno che di società che hanno a che fare con il turismo.

I due ministeri, supportati da tutto il governo, dovrebbero costruire un piano strategico condiviso di rilancio culturale e turistico dell’Italia, ed il governo dovrebbe affidare a questo piano tutte le risorse economiche possibili, concentrando gli sforzi in questo anni 2012/2013, e sono sicuro (ma non solo io) che nel medio termine si creerebbero migliaia di posti di lavoro e benessere per tutti, oltre ad un sensibile incremento del nostro depresso Pil.

Per fare questo ci vorrebbero, come in altri paesi civili, dei Ministri della Cultura e del Turismo dalla forte credibilità e dalla certa e conclamata competenza nel proprio settore.

Ci vorrebbe una volontà politica, e non tecnica, da parte di tutti, governo e opposizione, e soprattutto smettere di parlare a vanvera da una parte, e dall’atra di rispondere con misure e leggi  che abbiano veramente a che fare con la crescita del paese.

Chissenefrega dei Taxi, o delle Farmacie, (le liberalizzazioni?) se potessimo creare lavoro e benessere con il turismo e i beni culturali, aspetteremo tutti volentieri 5 minuti in più per trovare un taxi.

E invece di parlare di pseudo riforme che non riformano nulla, e di pseudo infrastrutture che saranno finite tra quarant’anni non sarebbe meglio  occuparsi di cose concrete e fattibili, e soprattutto a medio termine. E Cultura e Turismo lo sono veramente.

Cito per concludere una notizia sempre di questi  mesi , e cioè che il prospettato e tanto desiderato dai Viterbesi aeroporto di Viterbo (io vivo qui) sarà completato nel 2044, ancora rido… per non piangere.



Categorie:Spettacolo

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1 reply

  1. Sicuramente l’intro dell’articolo sarebbe da approfondire, quante cose ci sarebbero da dire sull’attività in proprio!!
    Sulla riflessione sulla cultura e sul turismo non posso che darLe pienamente ragione. Siamo un paese con un immenso patrimonio culturale, che probabilmente diamo per scontato. In america riescono a costruire un museo (e un sito di interesse internazionale) anche solo per un sasso..L’Italia intera è ricca di cultura, ma non solo. Il nostro artigianato è famoso in tutto il mondo. Solo noi possiamo mettere il bastone tra le ruote ai lavori più creativi che contribuiscono all’immagine del nostro Paese..A volte sembra si remi contro..

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