Il manager musicale in Italia… questo incompreso sconosciuto.

Spesso ricevo da artisti emergenti e molto più spesso da artisti alle prime armi, la richiesta di diventare il loro manager.

Figuratevi la mia difficoltà nello spiegare loro cosa fa un manager, e ancora l’imbarazzo nello spiegare che qualsiasi lavoro deve     essere giustamente remunerato… e che se dovessi accettare… rischierei di morire di fame in modo ancora più netto di come adesso questo mercato mi costringe… mio malgrado.

La realtà è che in Italia la figura del manager musicale non è mai stata inquadrata nel modo giusto. Si confonde il manager con l’impresario, con il produttore, con il promoter discografico o con il personal manager.

Un aneddoto che spesso racconto, e che ho vissuto personalmente, chiarisce in modo preciso come nei paesi evoluti musicalmente è considerata la figura del manager.

Diversi anni fa ero a cena con un grande artista internazionale, Lionel Ritchie, capitato al tavolo di fronte a lui cercavo con il mio stentato inglese di fare un minimo di conversazione.

Le mie domande, ovvie di fronte ad un artista di tale talento e di grande fama internazionale, vertevano sul suo staff:
«Quella è la mia segretaria», disse indicando una giovane ragazza… «quella è la discografica dell’internazionale che mi segue spesso quando sono in promozione all’estero», e indicò un’altra ragazza…«quella è la mia storica guardia del corpo, lavora con me da sempre»… e indicò un gigante di colore…  Io a quel punto io feci una innocente domanda finale…« ma il tuo manager chi è?». Lui facendo una breve pausa e sorridendo con aria molto pietosa nei miei confronti mi disse… «Io per incontrare il mio manager devo prendere un appuntamento».

Rimasi molto sorpreso da questa affermazione e ne feci tesoro, conscio che in Italia le cose non andavano certo così.

Nel mio e-book didattico per giovani artisti e addetti ai lavori  “Essere artisti nel nuovo mercato musicale e avere successo (Diventa manager di te stesso) chiarisco credo in modo molto chiaro e semplice, cosa fa il manager di un artista in Italia, e non solo cerco di fare capire come è necessario gestire in proprio la prima parte della carriera artistica:

Il Manager è la figura professionale che supporta e rappresenta l’artista in tutte le sedi; case discografiche, etichette, agenzie di musica live (tour). Il manager condivide con l’artista le strategie e tutta l’attività da svolgere periodo per periodo, per la produzione e l’uscita di un prodotto discografico o la realizzazione di un tour. Insieme allo stesso artista analizza le proposte economiche, promozionali e di marketing che pervengono dalla casa discografica e dalle agenzie per il live o da altri soggetti legati all’attività artistica. Fa spesso scelte importanti in linea con la strategia condivisa con l’artista stesso.  Il manager rappresenta un artista o diversi artisti in contemporanea, ed ha qualche volta una propria struttura organizzativa con un ufficio, una segreteria e strutture di promozione e ufficio stampa di sua fiducia

Il manager dovrebbe essere un professionista che conosce in modo dettagliato il mercato discografico, le case discografiche ed il loro funzionamento (nel bene e nel male),avere esperienza di produzione discografica e produzione eventi live, conoscere bene il marketing musicale, essere esperto di contratti ,conoscere le dinamiche della promozione radiofonica, televisiva e stampa, conoscere i nuovi mezzi come il web e il social marketing, e conoscere le dinamiche dell’attività di sponsoring.

Diversi anni dopo l’incontro con Lionel Ritchie divenni il manager di un artista importante. Durante il mio lavoro ho con diligenza cercato di applicare tutte le mie competenze professionali, ottenendo credo dei risultati lusinghieri almeno per un anno. Il lavoro mi piaceva molto e lo facevo con molto impegno, salvo presto trovarmi nella condizione di dover interrompere il mio rapporto perché il mio interlocutore non capiva bene cosa facessi e come lo facevo, sicuramente mal consigliato da qualche illuminato non privo di interessi personali. L’artista interpretava  alcune mie decisioni (sempre condivise) come una mortificazione del proprio ruolo di artista, e considerava la mediazione ed il lavoro quotidiano da me svolto come inutile, e aggiungo non meno importante, troppo costoso.

La scorciatoia che molti artisti in Italia prendono per risparmiare sui compensi al proprio manager  è quello di promuovere sul campo “manager” un fidanzato, un fratello, un padre o un parente vicino o lontano, oppure quella di promuovere un personal manager a manager a tutti gli effetti.

Peccato che tranne alcuni rarissimi casi i candidati promossi sul campo non hanno la necessaria esperienza per gestire il lavoro come dovrebbe essere gestito.

Altri artisti sono invece colti dalla sindrome dello “yes man” (molto diffusa in Italia) e non accettano un’analisi critica esterna, prendono le decisioni necessarie in prima persona e senza un confronto con nessuno, preferendo avere intorno persone che inevitabilmente ripetono la stessa solfa: «come sei bravo…» «che bella idea…» «che canzone meravigliosa…» « gli altri sono tutti stronzi, non ti capiscono…» e così via… procurando spesso danni non facilmente riparabili alla propria carriera.

Poi c’è la moda del manager che “va di moda”, e via tutti a cercare quel manager, lasciando il proprio anche dopo anni di duro lavoro. E qui l’’inevitabile ingolfamento di impegni… e successivi scarsi risultati a causa della mancata personalizzazione del lavoro , con l’aggravante di facili paragoni tra i risultati ottenuti tra gli artisti della stessa scuderia

Ancora ci sono artisti che credono alla favola del manager all’interno della casa discografica… o interno alla propria agenzia di booking, questo spesso accade  alla firma di un nuovo contratto o di un rinnovo. Oggi infatti le case discografiche per motivi economici ( visti i tempi non possono rinunciare a quel 10% su tutta l’attività live) si eleggono per contratto a manager… peccato che non hanno uomini e strutture per seguire tutti gli artisti… oppure li hanno, ma non fanno certo il lavoro del manager che spesso entra in conflitto con gli interessi di una casa discografica o di un’agenzia di booking… ma il conflitto di interessi è una caratteristica comune dell’Italia degli ultimi decenni, e non poteva mancare anche in questo settore.

Infine ci sono degli artisti che confondono il ruolo dell’avvocato con quello del manager. Diversi legali non fanno nulla per non generare questo equivoco, andando oltre il loro naturale ruolo di avvocati, lanciandosi in trattative e mediazioni con questo o con quell’interlocutore e che nulla hanno a che fare con le questioni legali. Volevo solo ricordare loro che  non siamo in USA. In Italia  gli avvocati dovrebbero fare solo gli avvocati, credo per regole deontologiche della professione.

In Italia ci sono diversi manager professionisti esperti e preparati, che hanno fatto e che fanno i manager di artisti…più o meno famosi. Alcuni come me hanno mollato, ed altri vorrebbero continuare credendo di potersi rendere ancora utili, ma spesso per tutti i motivi che ho elencato sono destinati ad ingrossare la schiera dei disoccupati italiani.

D’altronde perché il settore musicale dovrebbe essere diverso dal resto del paese, dove meritocrazia, preparazione, esperienza e professionalità non contano nulla?

Per mia esperienza personale ho cercato in questi ultimi anni di  proporre e modulare in modo diverso il mio lavoro… offrendo a diversi artisti il lavoro di management a progetto con compensi da consulente che si esaurivano al termine di un periodo definito… ma senza successo.

Poi mi sono convinto che è inutile proporre un servizio a potenziali clienti che sono convinti di non averne bisogno. E mi sono rassegnato.

Concludo citando quanto un giorno il mio amico Massimo, brillante manager di successo di diversi artisti italiani, nel giustificarsi per aver deciso di mollare chiudendo la sua agenzia di management, nonostante avesse ancora diversi artisti di cui occuparsi:

« Il manager in questi tempi di crisi per gli artisti è un lusso,  è come il caviale, non possono più permetterselo. Peccato per loro, perché tra poco pasteggeranno tutti a pane e mortadella.»

Con il senno del poi… aveva ragione.



Categorie:Cultura, Musica, Spettacolo

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59 replies

  1. Reblogged this on ufficio stampa & promozione and commented:
    Una descrizione precisa di cosa dovrebbe fare un manager musicale.

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Certo in Italia è uno strazio lavorare nel settore della musica. Quindi per un artista è inutile cercare un manager ma forse una distribuzione?

  4. Leggo con attenzione il suo post. Bella l’idea dell’ebook. dove è possibile trovarlo? ho bisogno di tanti, tanti consigli per aiutare un VERO ARTISTA della musica a farsi strada in questo mondo duro..ovviamente, non come Manager 🙂
    l’altra sera siamo stati ad un provino presso una produzione. Il produttore? neanche si è presentato, si è sempre rivolto in maniera arrogante, ci ha tenuto ore in sala studio ad ascoltare due cantanti, e solo alla fine della serata ha detto per cosa era l’annuncio… mi sa che abbiamo bisogno di vero aiuto ^^ perchè soffrirei tantissimo nel vedere un MUSICISTA (che pensa, ama, vive in musica) dover lasciare i suoi tasti per cercare il pane altrove…

  5. mi puo´ chiamare?

  6. Non so quando sia vecchio questo post,ma non mi trovi d’accordo su alcune cose.Il Manager è colui che aiuta anche i talenti sconosciuti ad emergere credendo in loro,loro guadagnano il manager guadagna.
    Prendi ad esempio il grande Eminem il suo manager paul rosemberg lo aiutò quando ancora non era nessuno,Eminem non aveva un soldo per pagarlo ma gli promise il 15% degli introiti dei futuri guadagni che anche grazie a paul riusci a guadagnare.In primis al Manager deve piacere il suo assistito e credere in lui anche se costui è sconosciuto ma con un gran potenziale.Se per te Manager equivale a guadagnare con la pappa già pronta hai sbagliato mestiere,il Manager è una sorta di talent scout e c’è ne sono a migliaia anche famosi che su alcuni artisti all’inizio delle loro carriere non hanno avuto soldi ma credevano nel potenziale del loro assistito ed hanno guadagnato MOLTO.

    • …peccato che oggi lavorare in Italia non è più possibile…. Gli stati Unito o l’Inghilterra sono un’altra cosa…. Un manager ha bisogno di discografici e agenzie per il live per sviluppare un artista. Una volta c’erano e ti ascoltavano, ma se oggi ti presenti con un nuovo artista non ti ricevono nemmeno… Se non c’è mercato non ci sono ricavi e non ci sono guadagni, quindi non ci sono risorse economiche da investire. In Italia non manca il talento .. manca il mercato che lo sappia sfruttare.

    • Quoto alla grande!!!;)

  7. Conosco molto bene il problema, ma ti devo confermare che anche all’estero è la stessa cosa, poichè i manager vogliono essere pagati per il loro lavoro indipendentemente da cosa ottengono per l’artista.
    Devo quindi considerare che ha ragione Giuseppe, poichè un manager deve credere nell’artista di cui si vorrà occupare e lavorare, se vi crede, per la sua affermazione in modo da ottenere una percentuale sugli introiti generalmente considerata sul 15%.La media in genere va tra il 10 e 20%.
    Io personalmente ho cercato da due anni un manager senza trovarlo, o se l’ho trovato negli Stati Uniti mi chiedeva come ho scritto sopra.
    Gradirei avere una persona pratica, intelligente e collegata che mi rappresenti per avere una attività continuativa e naturalmente far guadagnare bene chi lavora per me.
    Ho un duo pianistico classico che ha avuto un notevole successo su internet dopo l’inserimente di alcune nostre esecuzioni ed ora, ma con fatica, abbiamo qualche contatto all’estero per fare concerti.
    Penso che se un manager ci avesse preso in considerazione avremmo fatto almeno 100 concerti in questi due anni di attività, e considerato il nostro compenso, il manager con noi avrebbe guadagnato almeno
    € 15.000 e non mi sembra poco.
    Se qualcuno fosse interessato mi contatti tramite i commenti, grazie.

    • Ciao… mi piacerebbe sentirti, condivido il tuo post e anche quello di Giuseppe. Sono nuovo in questo campo, ma ho già contatti con l’estero per alcuni cantanti che ho scoperto. Fammi sentire qualcosa… mi trovi su facebook!!!

  8. Ciao. Ho 21 anni, studio Comunicazione d’Impresa, sono un appassionato di musica, “ex”- chitarrista e al momento aiuto un gruppo di amici che hanno una band emergente nella promozione e nel fissare concerti. Si tratta al momento di una piccola realtà che non richiede competenze specifiche, ma è un mondo che mi attrae e mi soddisfa molto e per il quale, anche grazie al tipo di studi che faccio, mi sento tagliato. Vorrei un tuo parere su quelle che sono, anzi, che saranno, o meglio, potranno essere le scelte migliori da fare per diventare un professionista in questo settore e i consigli di chi ha sicuramente un background in questo mondo che può solo arricchire il mio. Se poi hai da consigliarmi anche qualche testo “base”, è ben accetto. Ti ringrazio anticipatamente,

    NG

  9. « Il manager in questi tempi di crisi per gli artisti è un lusso, è come il caviale, non possono più permetterselo. Peccato per loro, perché tra poco pasteggeranno tutti a pane e mortadella.»
    l’errore non è certo “solo” degli artisti, un buon artista è un lusso per un manager, un buon manager non ha più i canali dove inserire un buon artista, peccato per loro abituati al caviale , che non si possono piu permettere, noi a pane e mortadella facciamo le feste, e ci divertiamo anche.

  10. Salve, vorrei chiedere, ma per divebtare manager, che laurea bisogna prendere? Grazie 🙂

  11. Quanto capisco la tua situazione… nel mondo della musica purtroppo c’è spesso molta ignoranza…
    Mi ha fatto piacere trovare il tuo articolo online perchè almeno se qualcun altro -all’infuori di me- racconta quale sia il compito di un manager musicale, almeno ci credono.. 😀

  12. Per caso mi sono imbattuto sul tuo articolo..davvero sconfortante..sono un cantautore e da anni sto cercando un manager che si occupi della mia carriera(che nn e mai decollata a causa del mercato musicale attuale)e a differenza di altri artisti sono convinto che sia una figura essenziale per ottenere risultati degni.
    Io vorrei occuparmi solo della mia musica ma mi accorgo che l’aspetto manageriale e forse piu importante…ho letto che nn ti occupi piu di managment ma vorrei lo stesso chiederti un consiglio …a chi potrei rivolgermi? E sopratutto pensi che il mio progetto potrebbe funzionare in italia? Cordiali saluti
    Giancarlo Bertelli

  13. molto interessante questi argomenti ..io che sono parte integrante di un gruppo che fa rock.e giro molto devo dire, che é veramente difficile oggi fare il manager .Certo a guai chi molla .

  14. Dopo una caduta mortale di 2 piani su una rampata di granito ho ripreso a scrivere canzoni, e da un’anno e mezzo dall’accaduto che mi ha visto su un letto di ospedale solo per un giorno senza un osso rotto, da li ho sognato una canzone dopo l’altra come se qualcuno guidasse la mia mente ed il mio cuore, ed ho prodotto il mio album doppio con allegati videoclip, il tutto in meno di un anno, ora continuo a scrivere canzoni inarrestabilmente, e sul primo album la critica territoriale dice che ci sono almeno 4 cavalli di battaglia,,,con una voce emozionale, ed un’interpretazione dei grandi BIG italiani da far venire la pelle d’oca. pur avendo gia fraquentato decine di emittenti televisive e radio. pur essendo il primo cantautore italiano ad aver regalato 55.300 copie del mio primo singolo con videoclip, pur avendo 2 primati mondiali al vaglio della guinnes world records, pur essendo stato il primo cantautore del mare di ROMA ad aver prodotto un album 33 giri nel 1988, pur avendo girato in italia e all’estero 6 videoclip in meno di un anno, pur avendo fatto molte volte concerti in beneficenza, pur avendo i supercomplimenti da grandi personaggi come wilma goich, sandro giacobbe, anonimo italiano, bruno filippini, salvatore strano, lando buzzanca, cristian,i soliti ignoti, bruno minniti. rita pavone, don backi. marina peroni, tiziana rivale, paola delli colli, carboni e tanti altri…. perchè c….zo mi danno tutti buca per via dei miei 51 anni……perchè SUCCEDE QUESTO SE INVECE DENTRO A DIFFERENZA DI QUANDO INIZIAI 27 ANNI Fà ho 10 volte l’energia, la passione, l’arte nella parte letteraria superconfermata in positivo da grandi esperti compreso uno degli arrangiatori di MINA, ed il famoso chitarrista di branduardi, insieme a kimen farias, uno dei chitarristi flamenco piu forti al mondo…… POSSIBILE CHE A 51 ANNI TI FANNO SENTIRE FINITO?????….DOVE’ UN VERO MANAGER CON GLI ATTRIBUTI… O DEVE ANCORA NASCERE????

    • Carissimo
      a 51 anni sei fuori dalla possibilità di competere perchè è il nostro paese fatto così.
      Lo saresti anche se avessi perso il lavoro e lo volessi ritrovare, ti troveresti fuori da ogni possibilità. In Italia sono milioni gli over 50 fuori dal mercato del lavoro e che non riescono a rientrare.
      Se in Italia ci fosse un mercato potresti serenamente lavorare e vivere di musica (se sei così bravo come asserisci), ma in Italia io lo dico sempre “non mancano i talenti, manca il mercato”
      Quindi non prendertela con i manager ma con il pubblico che non crea le condizioni per fare emergere i più bravi e i più meritevoli e pensaci prima di votare nell’urna elettorale.
      Il paese va cambiato anche per l’approccio alla musica , alla cultura… e per garantire pari accesso agli strumenti come i canali promozionali o gli spazi live a tutti e per una Siae che faccia il suo dovere.
      Questo si può fare solo a livello politico, nessun settore si auto-riforma.

      Quindi impegnati anche per questo

      In bocca al lupo
      Luigi Calivà

      • Cavolo mi è venuta sotto questa lettera a distanza di quasi 3 anni, ed ero veramente deluso dal sistema in italia,,, tanto per dire adesso neanche ci penso più ad una carriera italiana, visto che all’estero riscontro diversità nel valutare un artista, e se sei bravo vai oltre senza spinte… viene automatico,,,Non ho mai elemosinato niente qua nel mio paese, ho seminato tanto e raccolto solo le prese per il culo di Enrico Lucci…..fuori mi chiamano il Mestro…chissà forse fuori la meritocrazia esiste,, un salutone a tutti. https://www.facebook.com/Bruno-Maestro-944968568917844/?fref=ts

      • Felice per te caro Bruno. 🙂

  15. Ciao Luigi,

    ho letto con attenzione quello che hai scritto e in parte sono d’accordo con te ma allora secondo te un Artista Vero, con grande talento, cosa deve fare per farsi conoscere e fare carriera? Se tu conoscessi una cantante che è veramente una star con voce meravigliosa e grinta da vendere saresti disposto a credere in lei e a lavoraci insieme per aiutarla a diventare una star? Io conosco una cantante del genere, un diamante puro come pochi cantanti.. e non sto scherzando esiste davvero questa cantante e quando la sento dal vivo spesso mi vengono le lacrime agli occhi dalle emozioni che mi trasmette.
    Grazie di una tua risposta
    Alessandro

  16. Quanto ocsta di media un buon manager musicale? grazie

  17. Ciao, volevo sapere se il tuo libro è valido anche per l’opera lirica.
    Ho una amica che vuole fare la manager di un cantante lirico che fino al 2003 – in modo costante – e poi con qualche produzione fino al 2009, ha fatto la carriera da solista.
    Dato che la ragazza non ha conoscenze mentre il cantante alcune, ma l’amica è molto in gamba a trattare affari, da dove le conviene partire, visto che il mondo dell’opera è in fase calante? Premetto che la voce del cantante lirico è molto valida, confermata da diversi direttori artistici. Si tratta solo di partire chiamando i teatri. So che però, putroppo, ci sono forti agenzie, come la Pavarotti che impongono i loro cantanti, ma conosciamo casi, come Francesco Hong che, partendo da poco, facendo sostituzioni, pian piano ha fatto strage anche perchè la voce era superlativa e ha colpito il pubblico. Premetto che dal punto di vista artistico il cantante ha tutte le carte e anche le conferme del pubblico, ci preoccupavamo della questione del manager perchè il cantante non ha tempo di fare il manager di se stesso in quanto studia 6-7 ore al giorno. Da dove si può partire? Grazie

    • Il mondo dell’opera è diverso… anche se i meccanissmi sono sempre gli stessi. Non so se può trovare interessante il mio e-book io parlo di musica pop e di rock. Per esempio anche il mondo del jazz è diverso.

      Saluti
      Luigi Calivà

  18. Ciao a tutti! interessante ogni vostro commento. Volevo sapere quali sono i punti che non devono mancare per legge in un contratto manageriale.

    • Avendo capito in modo completo cosa fa un manager non deve mancare quali sono le attività per cui il manager sarà remunerato e quale sarà la sua percentuale sui proventi dell’artista gestito.
      Non ci sono legge specifiche vale il codice civile e gli articoli che regolano rapporti di collaborazione e consulenze.

  19. e se ci sono leggi in merito.. grazie

    • Ciao ragazzi, sto contattando vari cantanti singoli e gruppi perché sto creando qualcosa di veramente unico nel panorama musicale risolvendo un problema mai risolto anche se grida a gran voce.

      Domanda:

      Vi piacerebbe trovare una piattaforma specifica dove ogni cantante/gruppo riceve prenotazioni per le sue serata, senza più ricercarle in prima persona ma è una specifica piattaforma che ve lo trova al vostro posto… inoltre pagandovele anticipatamente?

      Immaginate che nel vostro account potete inserire GRATUITAMENTE:

      – informazioni dettagliate su di voi (esperienza, curriculum, genere musicale trattato ecc..)
      – Un max di 3 video dove il possibile proprietario del locale/bur/ristorante/hotel/altro può vedere in anteprima le qualità sonoro e non solo del cantante band
      – prezzo richiesto per la serata
      – possibilità di ricevere domande da parte dell’interessato
      – calendario con le serate libere in modo che l’interessato possa prenotarvi per quella specifica data in base ai vostri impegni

      Come detto, il pagamento da parte del gestore del locale si riceve in anticipo tramite la piattaforma che provvederà a rilasciare il vostro dovuto al termine della serata.

      Questa soluzione andrà a risolvere anche da parte del gestore del locale in quanto automaticamente la piattaforma al momento della conferma da parte vostra, rilascerà dei post sui vari social in cui siete iscritti, comunicando a tutti i vostri fan che quel giorno specifico siete in quel posto a suonare.

      Inoltre il gestore del locale che vi ha richiesto per quella serata (ecco perchè il nome di Singer Time), sarà visibile dentro al vostro profilo in quanto vi ha ingaggiato.

      Ecco che i vostri fan potranno contattarlo per tempo grazie a tutti i contatti che ci sono e fissare la prenotazione di un tavolo o altro perchè desiderano essere presenti alla vostra serata.

      Questa difusione sui social e la presenza dei contatti del gestore del locale, contribuirà a portargli più persone.

      Voi inoltre non avrete più il rischio di non essere pagati a fine serata o di trovarvi un importo inferiore in tasca, in quanto il vostro compenso è tutelato dalla piattaforma che provvederà a rilasciarvelo in automatico il giorno successivo.

      Altra cosa importante è che il giorno successivo, arriverà al gestore una mail chiedendo di lasciare il feedback sulla vostra serata e la vostra professionalità.

      Questo giudizio rientrerà a fare parte del vostro profilo.

      Più ci saranno giudizi positivi a 5 stelle (proprio come avviene su siti di prenotazione alberghi e nei vari siti di recensioni), maggiori saranno in futuro i gestori che vorranno proprio voi.

      Il bello di tutto ciò è che non dovrete più essere voi ad andare dai gestori per procurarvi una serata, ma saranno loro che verranno nella piattaforma a prenotarvi in anticipo per suonare.

      Questo ribalta tutto il processo sbagliato che per anni ha penalizzato questo settore e finalmente tutela tutte le parti.

      Dimenticavo, registrarsi è assolutamente GRATUITO per i cantanti.

      Solo in caso di serata ASSEGNATA tramite la piattaforma, quindi a fronte di risultati si riserverà il 15% del costo ingaggio.

      Questo è la parte più importante del progetto Singer Time – La piattaforma N. 1 in Italia dove trovare cantanti professionisti per il tuo locale.

      Vi piace l’idea?
      Sono chiari i vantaggi che avrete finalmente tutelando il vostro lavoro?

      Mai più perdere tempo a cercare locali spendendo soldi di benzina e tempo per trovare le serata, saranno loro a venire da voi.

      Mi piacerebbe ricevere il vostro feedback e capire se siete interessati ad iscrivervi appena resa online.

      Attendo i vostri feedback.
      A presto.

      Giorgio

      P.S.: se avete altri vostri amici cantanti direzionateli qui a commentare, così iniziamo da subito a snocciolare gli eventuali dubbi e domande, e allo stesso tempo fornire imput per migliore il progetto e renderlo online quanto prima.

      SingerTime – La piattaforma N. 1 in Italia dove trovare cantanti professionisti per i tuoi eventi

  20. Salve,
    articolo molto interessante. Io sto collaborando con un’agenzia di produzione e management di Vercelli. Ho iniziato più per necessità che per reale convinzione, ma il gioco mi piace e vorrei andare avanti con criterio, facendo formazione e ascoltando le parole di chi ha fatto questo mestiere prima di me. Mi farebbe molto piacere incontrarla o fare un breve colloquio con lei per avere qualche consiglio su come proseguire questa carriera.
    La ringrazio se vorrà contattarmi via e-mail.
    Saluti,
    Emanuela

  21. salve sono un chitarrista compositore ho fatto dei cd e ho pubblicato qualcosa su amazzon su zibald yutube se possibile organizzare degli eventi attualmente vivo in calabria grazie mi fai sapere ciao

  22. Buona sera sono “Em Will” artista di musica latina italiana,abito a trento ed sto cercando di sviluppare la mia musica qui in italia, siccome ho fatto un paio di canzoni poco tempo fa vorrei saperne se siete interessati. Vi inoltro la mia pagina ufficiale http://www.facebook.com/emwillmusic Grazie della atenzione ” Em Will

  23. ciao sono un chitarrista ho composto dei barni alccuni sono su amazzon anche su facebok srei lieto se acoltassi qualcuno grazie

    • Carissimo

      mi chiedi di ascoltare la tua musica…

      Si ma dove? Cosa? con che nome?

      Ti rispondo con un piccolo frammento tratto del mio E-book “Essere artisti nel nuovo mercato musicale e avere successo (Diventa manager di te stesso)“ che secondo me faresti bene a leggere… questo capitolo parla in particolare di come rivolgersi a eventuali interlocutori che secondo te potrebbero essere interessati alla tua musica.

      Ecco il link dove puoi trovare l’E-book se lo desideri naturalmente.
      http://www.lulu.com/shop/http://www.lulu.com/shop/luigi-caliv%C3%A0/essere-artisti-nel-nuovo-mercato-musicale-e-avere-successo-diventa-manager-di-te-stesso-edizione-aggiornata-2015/ebook/product-22111201.html

      Cap 1

      Cercare dei discografici o dei produttori adatti a voi

      Se pensate che sia ancora utile ed efficace inviare la vostra musica per cercare ancora quei pochissimi discografici che ancora credono nella nuova musica e negli investimenti, allora imparate a farlo almeno in modo corretto.

      Cosa fare:

      -Scrivete una mail di presentazione in corretto italiano (non è un SMS), indicando il vostro nome e cognome, cosa volete, quali sono le vostre aspirazioni e chi siete, con un linguaggio chiaro;

      -Eventualmente allegate una vostra biografia o curriculum se la avete (per prendere spunto guardate quelle di artisti già affermati, le trovate in rete a migliaia);

      -Inserite i link del vostro sito personale, per vostri eventuali video da vedere;

      -Dichiarate la vostra vera età;
      …. continua

      Cosa non dovete fare assolutamente:

      -Non inviate mail del tipo: “Ciao questo è il mio link su su YouTube ascolta le mie canzoni e dammi un parere”;

      -Non fate trapelare che siete degli sprovveduti e degli ingenui che non conoscono il mondo della musica (anche se pensate di esserlo o lo siete veramente);
      …. continua

      in bocca al lupo

      LC

  24. Che articolone, segnalatomi da un amico che per fortuna lo ha trovato. Mai cos’è più sagge sono state scritte, da persona di grandissima levatura ed esperienza immerso in un mondo che oggi, definire mediocre, è un complimento. Con i sistemi digitali di oggi tutti si “arrangiano” a produrre milioni di brani, tutti si sentono i nuovi Beatles, tutti pretendono un posto in un mondo che non c’è più… Ora spopolano i Talent, ultima spiaggia per la musica italiana oramai morta da tempo ( parole di Caterina Caselli). Ma tutto questo, purtroppo, è voluto dal pubblico, il pubblico vuole un ascolto di massa assolutamente non impegnativo e grezzo… Ma completamente allineato con il filone attuale di “musica da catena di montaggio”.
    Caro Luigi, quanti avvocati, quanti piazzari si fanno passare per manager… Ma solo per loro stessi… Il problema è che per tanti anni troppi hanno mangiato senza limiti, ed ora di pane non se ne trova più… Un po’ più di umiltà non farebbe male a nessuno

  25. Hola me y amo diosmany valier y busco promocionar mi música en Italia España gracias si ay un promotor interesado este mi imel diosmanyvilier1234@gmail.com

  26. Ho letto alcuni commenti e devo dire che rimango sbalordito ogni volta da quanta negativita’ c’e’ nelle bands ed artisti che commentano.

    – Se non sappiamo ancora comunicare bene e’ solo colpa di noi artisti, che siamo comunque manager di noi stessi. Prpduciamo contenuti e li vendiamo come tutte le altre aziende.

    – Non abbiamo Risultati? Io per primo sono dentro (ora cambiano un po le cose 🙂 ) e’ solo colpa nostra!

    – La crisi nella musica? Ma vedete quante visualizzazioni ottengono gli artisti di fama rispetto a quando c’era MTV? Miliardi di views… miliardi di views…

    – Una volta l’unico modo che i fans avevano per entrare in contatto con gli artisti erano le riviste oggi si possono creare siti web ai quali i fans si iscrivono, interagiscono, postano, ottengono buoni sconto, acquistano, condividono.

    – Credo e ripeto mi ci metto anche io, ma ormai stan cambiando un pochino le cose, per esperienza, dovremmo aprire vicino al nostro studio una bella scrivania/ufficio da cui organizzare tutta l’attivita’ artistica, non credete anche voi?

    Kind Regards guys,
    Khappa MJ

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