La musica è di tutti

In riferimento ad alcuni “talebani” della libertà della rete  (e quindi libertà di scaricare tutto e quando si vuole… ma soprattutto gratis), e che assomigliano tanto  ad alcuni scalmanati negli anni 70 che volevano entrare a tutti i costi ai concerti gratis al grido “la musica è di tutti”, volevo dire la mia.

Ho letto su un blog che non vi suggerisco di leggere per pudore, che si sono scandalizzati per lo spot video in cui alcuni “dinosauri” (così li hanno chiamati) ribadivano che scaricare musica illegale uccide la musica e cancella molti posti di lavoro.

I “dinosauri” chiamati anche senatori sono: Ruggieri,Vecchioni, Enaudi, Paoli, Caselli e Ron, sono stati descritti come un teatrino lugubre, paragonando l’appello alla difesa del diritto d’autore alla difesa di una casta (ormai va di moda), che causa l’età anagrafica avanzata non capisce la rivoluzione in atto, e si arrocca in posizioni da medioevo. Essi affermano che anche il termine prateria è antico e che i giovani, quelli che scaricano, non rubano ma condividono… loro si che hanno capito tutto.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BbCq9BDMFyw#!

Brutta bestia l’ignoranza… nel senso di coloro che ignorano… La musica va pagata… la pirateria ha già ucciso la musica… se gli artisti giovani non trovano più etichette, ne manager, ne produttori ne tantomeno spazi… lo si deve alla pirateria che ha fatto chiudere centinaia di etichette indipendenti e fatto perdere decine di migliaia di posti di lavoro nel settore.

E se per suonare in un club lo devono fare gratis o pagati  due soldi… e convincere il proprietario del locale di poter chiamare persone, salvo non essere confermati… è perchè è bello essere moderni e soprattutto rispettati in quanto artisti e musicisti.

E se i “dinosauri” finalmente si espongono in prima persona è un fatto positivo e non negativo, perchè dopo i così detti “dinosauri” c’è il nulla… e questo lo si deve sempre alla pirateria e al download illegale.

Io che sono un “talebano” e sono “antico” al contrario, vieterei i concerti gratuiti (salvo in casi particolari), vuoi vedere ed ascoltare musica, paghi un biglietto. Chiuderei immediatamente ogni sito di download illegale, non farei passare artisti in Tv se non pagati, obbligherei i grandi gruppi come Youtube a pagare fior di quattrini per fare vedere ed ascoltare canzoni e videoclip, obbligherei la Siae a fare bene il suo lavoro, proteggerei la musica e la produzione italiana… e molto altro.

Vorrei fare respirare a questi signori l’aria che si respirava quando (pre-crisi) se avevi talento un’opportunità la trovavi, e gli autori facevano il loro lavoro così come gli editori, i discografici, i produttori o i manager.

Invece purtroppo aspetteremo che la loro rivoluzione in atto (quella di internet libero) dia i suoi frutti… intanto godiamoci tutte le opportunità che questa situazione concede a chi vuole fare musica… cioè il nulla.

La musica è di tutti… ma in prima istanza è di chi la compone, la suona e la interpreta. Altrimenti finisce come per il nostro pianeta… è di tutti, e per questo lo stiamo facendo diventare un enorme pattumiera.

Se poi vogliono un mondo così… contenti loro…!



Categorie:Spettacolo

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10 replies

  1. pensa che io avrei chiuso tutte le cosiddette radio libere sul nascere così, tanto per dire. Se c’è stato un punto di non ritorno, è a causa delle radio, dei vari disco clock, frop, trop, trick, track e dio solo sa cos’altro che, voi operatori delle suddette finte radio libere, vi facevate pagare profumatamente magari, sotto forma di pubblicità ma, PAGARE alla faccia della vostra supposta libertà di scelta. L’avervi dato credito e supportato quasi foste degli opinion leader in campo musicale, è una delle maggiori colpe dell’industria discografica e da lì è nata la crisi: nessuno acquista un brano quando, ha la possibilità di ascoltarlo gratuitamente più volte al giorno perché in heavy rotation in radio. I primi pirati sono state le radio che, agli albori non pagavano la SIAE forti del buco legislativo inutile che te la prenda oggi con il download che, oltre tutto è un fenomeno di gran lunga inferiore al danno creato, a suo tempo dalle radio e dunque anche da te visto che, nel tuo curriculum, fai vanto di averci lavorato.

  2. inoltre, l’industria discografica è in crisi per mancanza di contenuti perché, negli anni, affidata a dei cioccolatai, a dei pavenu improvvisati dirigenti troppo, intenti a guardare il proprio portafogli anziché, gli interessi generali della musica. Gente che ricopriva il ruolo di direttore generale e di nascosto, spediva l’agente (di commercio) più fidato, a vendere al primo negozio di Cd usati, la propria campionatura, tu come la definiresti?

    La gente ironizza sulla scelta di Enrico Ruggeri e non Ruggieri come tu hai scritto,Vecchioni, Enaudi, Paoli, Caselli e Ron quali testimonial perché, artisticamente pensionati, dimenticati, salvo ripescaggi per il solito Sanremone perché, in sei non venderebbero la metà di quanto vende un solo album di Vasco, questa è la realtà, dimenticati il download e le fregnacce che ti propinano o la musica, quella vera, di qualità che malgrado tutto, viene ancora prodotta in Italia, continuerà ad uscirne con le ossa rotte.

    Infine perché tu ci rifletta, ti lascio questo dato che mi sono preso la briga di andare a vedere, direttamente dal più grosso sito di file sharing, il più autorevole, il più seguito, quello che ha tutte le anteprime e tra l’altro chissà mai chi gliele fornisce con tanta regolarità:

    Users italiani iscritti: 1.556 e siamo al nono posto. In testa, ci sono gli USA con 27.255 al secondo UK: 8.250

    Fatte le proporzioni con il numero degli abitanti, scremiamo anche una grossa fetta di chi, mai acquisterà musica in tutta la propria vita, togli i sordi e gli stonati, ti sembrano numeri che possano davvero in grado di mettere in ginocchio l’industria musicale a livello mondiale? Sono questi i numeri che, possano impensierire una industria sana oppure, il download è una foglia di fico dietro cui, nascondere la propria inadeguatezza e incapacità nel cavalcare in modo propositivo i tempi?

    Saluti.

    • Ti sei dimenticato Vuze… Megaupload appena chiuso.. ed altri dove trovi tutto cio che vuoi da scaricare. Poi le applicazioni per estrarre la musica in Mp3 dai video su Youtube… Inumeri sono molto diversi e sconosciuti…. Poi l’industria ormai non è sana è gia morta. Se non ci sono soldi non ci sono ricavi e ne investimenti… Mi dispiace ma oggi è così.

      • Emergenti su Pirate Bay: un successo
        5000 musicisti iscritti in due mesi
        Lanciata a gennaio, l’iniziativa promozionale del sito “pirata” per nuovi artisti raccoglie adesioni oltre ogni previsione e al portale già si programma un ampliamento del progetto. Un tornasole per un mercato sempre più complesso in cui l’industria ha cambiato forma e dovrà cambiarla ancora
        Lo leggo dopo

        VEDI ANCHE
        ARTICOLO
        Bomba dall’ex chitarrista delle Hole
        “Cobain lavorava al suo White Album”
        SUL WEB ITALIANO circola un videomessaggio firmato da nomi importanti della musica e della discografia. Battiato, Caselli, Vecchioni, Gino Paoli, tutti schierati a favore della libera circolazione di contenuti sul web, ma compatti contro la pirateria e i danni che la duplicazione illegale di musica porta all’industria.

        Numeri veri, crisi certificate con fabbriche di (purtroppo desueti) cd che chiudono, con lavoratori che restano senza impiego in un contesto produttivo che – nonostante i buoni successi delle vendite online – sembra faticare molto nel rinnovarsi. Uno scenario che oltre a problemi per gli artisti affermati, porta difficoltà anche per i giovani.

        Sono un pirata, sono un signore. Forse è per questo che il sito pirata per eccellenza, Pirate Bay, lo scorso gennaio ha tentato un’iniziativa inedita: dare spazio in homepage agli artisti emergenti con il progetto “The Promo Bay”. Ovvero, visibilità in cambio di poco o nulla, agli artisti si chiede solo di offrire qualcosa di gratuito. Un’altra idea della “baia dei pirati”, dopo la possibilità di scaricare oggetti fisici 1 e il progetto di diffondere il sito 2 con satelliti e droni.

        Un’offerta che non si poteva rifiutare, visto l’altissimo numeri di contatti del sito, tutti fatti grazie alla quantità di link a materiale pirata presente negli archivi. E la risposta è stata sorprendente: oltre 5000 proposte, la stragrande maggioranza musicisti. Che hanno guadagnato quello che cercavano: visibilità, con numerosi contatti YouTube, Facebook e download dei brani. Ora a Pirate Bay dovranno selezionare tra le migliaia di proposte, ma già si pensa a un rilancio allaragando la partecipazione ad altre forme d’arte.

        Il futuro è gratuito? La pirateria non sembra essere un problema delle nuove generazioni di artisti. Magari lo diventerà in futuro, ma non è facile dirlo oggi. Perché sarà un futuro in cui comunque la tecnologia avrà rivoluzionato le categorie produttive e distributive, in cui la qualità delle opere sarà molto facilmente scollegabile dagli investimenti economici intrapresi per la produzione.

        L’importante per questi nuovi artisti è costruire visibilità e un produrre un catalogo. In una parola, autoprodursi.

        Così, anche se un domani la percentuale di musica venduta sarà ancora minore rispetto a quella diffusa o regalata, l’industria, se sopravviverà, lo avrà fatto cambiando forma e mezzi, e vendendo altro dai dischi: il progetto, l’artista, l’idea.

        Il successo dell’iniziativa di Pirate Bay è un tornasole per capire come anche il concetto stesso di successo sia profondamente in mutazione. Uno su mille ce la fa, come sempre, ma sarà quell’uno che ha capito che per arrivare al mainstream tra decine di migliaia di proposte, bisogna essere capaci di captare la direzione del vento.

        E inevitabilmente nell’epoca digitale, un successo su Piratebay può rendere molto più di un passaggio tv in prima serata, perché esprime un collegamento, un link a quanto l’artista ha realizzato fino a quel momento. Con tutto un mondo da scoprire dietro, come accadeva qualche anno fa aprendo le copertine degli Lp.

  3. Caro Luigi, nelle tue parole c’è una vena di ipocrisia perchè tu sai benissimo che gli autori giovani non sono contro il concetto della tutela dei diritti, ma il fatto che il messaggio passi da gente che ha avuto le opportunità e le ha anche sfruttate a dovere non sono molto credibili.
    Il messaggio lo dovrebbero dare quelli come me che sono presenti anche sul tuo social dove tentano di portare a casa risultati e collaborazioni costruite sul niente su nessun interesse economico.
    Le persone che parlano nel video sono le prime che non aiutano i loro colleghi in difficoltà e non è solo con la legalizzazione del download che si risolvono i problemi dei giovani autori anzi, se adesso che sono in difficoltà, i grandi, dopo non c’è ne sarebbe per nessuno, perchè in questi anni hanno dimostrato un egoismo immane nei confronti del nuovo.
    Nuovo che non avanza proprio perchè questi hanno visto come andavano le cose e hanno chiuso tutte le porte.
    Capisco tutto capisco la tua posizione, ma non capisco uno con la tua esperienza nel campo come può fare un analisi cosi miope nei confronti del web. Tu hai un social nework che propone musica nuova e nessuno di questi mega personaggi prova a darti una mano per la visibilità del nuovo.
    Per me è tutto chiaro, la difesa è un interesse personale e non per la vera arte o per la cultura, tutto ciò mi provoca nausea, perchè in Italia è pieno di nuovi talenti e di nuovi Battisti Mogol te ne trovo quanti ne vuoi ma i signori nel video sono i primi che non li cagano pari.
    Se difendono un interesse personale non arriveranno da nessuna parte
    e fin quando i giovani autori ed artisti non troveranno collaborazione da parte dei “grandi” saranno leggittimati a spingere per una divulgazione democratica anche se non retributiva dato che saranno costretti.

    • Se conosci dei nuovi Battisti o Mogol dillo a me dove trovarli….non è il lavoro di un artista occuparsi di produrre nuovi artisti…

      • La verità è che la storia parla chiaro, in Italia si è sempre prodotto qualcosa che esiste già per paura di non sbagliare.
        I nuovi Battisti Mogol ci sono nella nuova formula non nella vecchia copia come forse intendi tu, non posso credere che sul web tu che navighi molto non hai notato l’ampia qualità che c’è nella maggior parte dei casi superiore a quello che ufficialmente esce per le vecchie vie.
        La verità è che siamo di più di prima e con sbocchi nulli perchè il mercato Italiano ancora di più di altri sta implodendo, e non è normale che in altri paesi si vende e in Italia no.Nel mio caso personale ho riscontri ed encomi maggiori dall’estero che dall’Italia e lo vedo tutti i giorni con testi in Italiano ed addirittura in dialetto calabrese da Londra apprezzano di più che in Italia
        questo me lo sai spiegare?

  4. Trovo scandaloso che a parlare siano queste persone che non hanno niente di artistico , e usano la musica per scopi puramente commerciale a scopo dinlicro altro che artisti….
    La vera musica non certo quella di gino paoli,ron,caselli, mo sorprende battiato chesi preta questa iniziativa ridicola.
    Perche non inizano a dire di abolire la siae e fare costare meno la musica,,,ma a arla e gino paoli che ha una grande parteciapazione nella siae…

    • Non ho parole per commentare ciò che hai scritto. Gli artisti che tu disprezzi sono la memoria storica della musica italiana. Senza memoria storica non esiste nulla… Ora capisco perchè la musica in Italia è in queste condizioni. Grazie a quelli come te che credono di aver capito tutto. Questo è il senso del mio post… e tu con quello che dici lo confermi.

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