C’era una volta un valore… l’esperienza

Vi racconto una favola…

C’era una volta un piccolo ragazzino fragile e timido che dopo un’infanzia difficile ed una adolescenza altrettanto difficile vissuta a Roma in uno dei tanti quartieri di periferia, si domandava cosa fare da grande.

E fu così che mentre si poneva le domande che tutti i ragazzini si pongono in quel difficile periodo della vita, incontrò un gruppo di musicisti più grandi di lui , era la metà degli anni 70. Cominciò a frequentare  la sala dove una band progressive faceva le prove.

Guardandoli, ascoltandoli  e  seguendoli in alcuni concerti che il gruppo faceva in giro per il Lazio, si innamorò della musica e di quel difficile ed incerto mondo, che lui credeva bellissimo ed estremamente  eccitante, dentro di se decise che quello sarebbe stato il suo lavoro. Ma non voleva fare il musicista ma bensì voleva essere un tecnico, un addetto ai lavori, e sognò  addirittura di fare il produttore ed il manager.

Lui  ci credeva fortemente, e come accade da sempre nella vita, se ci credi le opportunità prima o poi ti capitano, ma sapeva che per farle capitare ci voleva che qualcuno credesse in lui.

Finì i suoi studi, e invece di diventare un impiegato o un bancario seguì il suo sogno e diventò un professionista del settore, e grazie appunto a qualcuno che credeva in lui,  fece prima il tecnico, poi il tecnico del suono. Poi  capì che per ottenere dei risultati bisognava rinunciare  a qualcosa, e ricominciò da zero facendo il discografico per una etichetta indipendente da apprendista. Riuscì a fare il produttore discografico, ed il manager.

Poi sempre con l’aiuto di qualcuno che credeva nelle sue possibilità trovò il lavoro della sua vita nel mondo radiofonicosi occupò di programmi, marketing, promozione, e sempre di musica e di discografia.

Nel frattempo gli anni passavano e si ritrovò un uomo adulto con il mondo che cambiava velocemente. Finché un giorno dopo circa 18 anni di duro lavoro e massima fedeltà senza distrazioni, fu costretto a lasciare il lavoro e quella radio che aveva tanto amato e che aveva contribuito a costruire, che nel frattempo era diventata una rete radiofonica nazionale.

Con il cuore in frantumi e un pugno di mosche in mano, dopo un periodo di depressione ricominciò da zero la sua vita lavorativa, credendo che ormai l’esperienza professionale maturata gli avrebbe consentito con facilità di avere altre opportunità.

Altre opportunità arrivarono, ed altre persone sembravano credere in lui… ma era un illusione… certo riuscì a fare altre  esperienze professionali anche importanti… ma durarono poco… c’era sempre qualcuno che lo combatteva… l’esperienza era diventata un valore negativo… non una risorsa da sfruttare.

Non trovò più nessuno che credeva in lui… E cominciò a sperare solo in una bella raccomandazione, solo quella poteva garantirgli  un futuro…

Strappò il curriculum e cercò uno sponsor, ma non ne era capace… non ne aveva mai avuto bisogno in passato…

E l’esperienza, quella costruita in tanti anni di lavoro e conoscenza del settore che fine fece?

Chissenefrega dell’esperienza gli dissero a brutto muso…  non serve… Ormai è meglio una bella schiera di giovani “yes man”  che ti girano intorno tutto il giorno… ad ogni occasione, sono un toccasana per l’ego del capo. Un meeting… una riunione…  sempre meglio sentirsi dire ” un’idea straordinaria”… che intuito”… “che brillante soluzione”

E si domandò ingenuamente… per il futuro cosa costruiremo?

Futuro, quale futuro… si senti rispondere.

Esiste solo il presente… al massimo il domani… le aziende sono  “ad personam” non servono manager, basta chi comanda…  e alcuni componenti della sua famiglia.

Voi vi domanderete… perché ci hai raccontato questa favola?

Perché arrivati a 50  anni in Italia non è concesso sperare … Nessuno vuole assumere o far lavorare professionisti esperti con oltre 50 anni… fanno paura… costano troppo. Meglio ragazzini di primo pelo da sfruttare costano poco e molto facilmente dicono sempre si.

E anche se il destino dell’ex ragazzino con tanta esperienza maturata, è ormai segnato… sa che sarà costretto a elemosinare lavoro a destra e a manca… sottopagato …. se pagato…perché spesso troverà gente che lo farà lavorare e poi non lo pagherà … e poi sopravvivere… aspettando di andare in pensione a 67 anni e oltre, per poi “vivere” con le “ricchissime” pensioni che la classe politica ci sta preparando per il futuro.

Puntare veramente sui giovani…  significa rispettare le generazioni precedenti e l’esperienza che hanno maturato… costringendoli a trasmetterla… invece di accantonarli  appena compiono 50 anni. Questo è quello che c’è da fare.

E anche  se l’ex ragazzino non ci crede più… è difficile credere che certe cose possano cambiare velocemente in questo paese… sa che senza questo… l’Italia non ce la farà…

Il  morale della favola?

“Imparare è un’esperienza; tutto il resto è solo informazione” (Albert Einstein)



Categorie:Spettacolo

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1 reply

  1. La storia della vita mia ……….. una fotocopia!!!

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