Facebook e il suo cambiamento

E’ ormai confermato… Facebook ha cambiato politica.

Ecco di cosa parlavo nel pieno della bolla di calore di Agosto proprio su Facebook, rischiando di essere preso per pazzo.

Leggete questo parere:

http://www.guidafacebook.com/limitazione-della-visualizzazione-post-di-facebook/#

Io credo che Facebook ha tutto il diritto di fare business… il problema sta nel fatto che ormai con queste limitazioni mai confermate ufficialmente, ma sulla cui esistenza non ci sono più dubbi (io lo verifico ogni giorno) il suo ruolo sia cambiato.

Ormai il potere di rottura dei normali schemi di comunicazione che Facebook rappresentava è andato a farsi benedire.

Quindi è stata disinnescata la libertà di critica, politica, sociale, economica che diventava virale e raggiungeva in un paio di giorni milioni di persone.

Se hai i soldi da investire dalle pagine “Mi Piace” puoi trasformare quel 10/15% di persone che leggeranno i tuoi post in numeri molto più consistente. Altrimenti niente.

Un esempio: sulla mia pagina Luigi Calivà io ho 431 Like (mi piace), un post con il pagamento di nove €  raggiunge anche 1750 persone… altrimenti senza il pagamento intorno alle 100 persone.

Nessuna notizia ne dati visibili ci sono sui post inseriti sui profili personali (i vostri) , dove per esempio io ho 2360 amici, ma  credo ( ipotizzo) che  coloro che ricevono un post sulla propria bacheca non superino il 10%, eliminando quelli che pur essendo amici hanno deciso di non leggere i miei post sulla loro bacheca.

Voi direte che è tutto normale e che non ve ne frega nulla.

Certo ma resta il fatto che si è  stravolto uno strumento di comunicazione di massa (Facebook ha più di 21 milioni di utenti in Italia) libero e capace di trasmettere informazioni di tutti i tipi, anche quelle scomode, in uno strumento dove se investi soldi puoi essere ascoltato, letto … altrimenti ti fai due chiacchiere con un pugno di amici…

Un’altra vittoria del potere dei soldi  sulla libera circolazione di idee…

Tutto il contrario dello spirito per cui è nata la rete.

Facebook oggi non fa paura più a nessuno, sopratutto ai politici, non è più una piazza di libera critica e libera informazione.

Non è uno libero strumento promozionale per musica, libri, cultura, idee, pareri…

Anzi lo è… ma per pochi che possono pagare.



Categorie:Cronaca

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2 replies

  1. Facebook prima o poi lascerà il passo a qualche altro social network come fu per Myspace qualche anno fa. Niente è definitivo nel web.

  2. caro Luigi…creare delle trappole mediatiche incredibilmente remunerative, spacciandole per oasi libertarie…è il nuovo business mondiale, tutti noi sappiamo bene quanto questa cancrena sia inarrestabile…ma l’informazione offerta dai pochi è sempre servita a risvegliare anche tardivamente coscienze e a innalzare un minimo di barriere a questi abusi mediatici…se solo si avesse più dignità personale e più coscienza comunitaria…queste strategie politico/commerciali avrebbero assolutamente minor presa sull’utente medio…contento e ingannato !!!

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