Riflessioni di Natale sulla musica in Italia

Passa il tempo e quello che avevo scritto un paio di anni fa resta sempre valido… ecco ve lo ripropongo aggiornato al 2013,

Chi mi conosce sa bene che a me piace esprimere il mio parere  liberamente e senza peli sulla lingua.

Credo che chi si occupi di musica oggi debba sforzarsi di analizzare, e se possibile dare il proprio contributo per risollevare un mercato ed un mondo che ormai sta andando alla deriva, e che molto spesso  è massacrato da mancanza di idee, lucidità e lungimiranza.

Un talent show è finito ed altri stanno per cominciare con il nuovo anno, ma a giudicare dalle classifiche di vendita natalizie, non mi sembra che ad oggi dopo diversi anni di talent si sia costruito un ricambio generazionale nella musica italiana.

Non entro nel merito artistico, questo è compito di chi gli artisti li sceglie e di chi gestisce tali programmi.

Non credo neppure si possano mettere in dubbio (quasi  sempre) le qualità vocali degli artisti che vi partecipano, e che vi parteciperanno. Anche perché una rosa di professionisti chiamati a scegliere dei concorrenti su migliaia di candidati, difficilmente possono sbagliare. Ma dobbiamo tenere conto che il vincitore sarà solo uno… e spesso gli altri saranno “carne da macello” da immolare sull’altare dell’audience televisiva e del televoto.

Il fatto di saper cantare bene è certamente molto importante, ma il problema di fondo sta in quello che si canterà e si inciderà al termine di vari duetti, cover di canzoni famose italiane ed internazionali, ed altri esercizi vocali che spesso si vedono durante questi programmi.

Per fare un semplice esempio: come sarebbe stata la vita e la carriera di Claudio Baglioni se non avesse scritto e cantato “Questo piccolo grande amore”?

Che sarebbe successo a Laura Pausini se non avesse interpretato “La Solitudine”?

Eros Ramazzotti avrebbe avuto lo stesso successo e la stessa carriera se non avesse cantato “Adesso Tu” o “Una storia importante”?

E Vasco sarebbe diventato una rock star se non avesse scritto e cantato “Albachiara”  o “Vita spericolata”.

Ligabue che artista sarebbe oggi senza aver scritto e inciso “Balliamo sul Mondo”?

Giorgia senza aver cantato “E Poi” o “Come saprei” sarebbe la stessa artista oggi?

Si potrebbero fare moltissimi altri esempi, e sarebbe un lunghissimo esercizio, ma fermiamoci qui.

Non voglio sposare le tesi di quegli artisti affermati che per snobbismo, e credo per paura di vedersi sostituiti nel cuore di centinaia di migliaia di fans, parlano male di default dei talent show.

Non voglio nemmeno assecondare le migliaia di commenti velenosi di giovani artisti che spesso leggo su blog e social network e che si scagliano contro i talent, salvo aver partecipato il giorno prima ad un casting ed essere stati scartati. Non voglio nemmeno dimenticare quelli assolutamente impreparati dal punto di vista professionale che pretendono di iniziare una carriera musicale incaponendosi su quei brutti provini e brutte canzoni che spessissimo noi addetti ai lavori riceviamo via mail quotidianamente, con preghiera di ascolto (spesso tortura).

Ma credo si possa convenire con me che non è possibile che a selezionare i nuovi artisti del nostro panorama musicale, siano solo questo tipo di programmi.

E’ necessario che la discografia major ed indipendente lasci spazi è budget disponibili per produrre anche artisti che non frequentano queste platee televisive, a patto che abbiano qualcosa da dire.

Lancio una provocazione: perché non inventiamo un talent show dove in gara sono compositori ed autori che scrivendo canzoni possano vederle interpretate dalle moltissime belle voci che in Italia sappiamo tutti essere  presenti in grande numero?

Forse riusciremo ad avere oltre che tanti interpreti, spesso disoccupati e in cerca di brani da cantare, anche dei veri prodotti discografici da pubblicare e soprattutto pieni di belle canzoni.

Magari il pubblico potrebbe pensare anche di comprarli, oltre che affollarsi davanti ad un televisore e televotare.

Sbaglio o un solo televoto via SMS costa come un brano comprato su Itunes?

Meditiamo



Categorie:Musica, Spettacolo

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1 reply

  1. Quando il livello culturale medio italiano sarà un po’ più alto potremo sperare in una ripresa
    generale, musica compresa, ammesso che tu stia parlando di musica.. Ma mi sembra che l’oggetto del tuo pensiero sia il mercato cosiddetto discografico che non necessariamente significa musica.

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