Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo…

Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in più
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondità di anarchia e di libertà
tra un bicchier di coca ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò…

(Gino Paoli)

Inizia cosi la bellissima canzone di Gino Paoli, canzone che sintetizza in modo geniale di come e perchè in Italia  non si riesce a fare nessun cambiamento, nessuna rivoluzione, nessuna riforma.

Si parte sempre con un gruppo di volenterosi che condividono idee, ideali, principi e cose da fare… poi piano piano si assiste ad una ritirata graduale di tutti i partecipanti.

I motivi di questa ritirata sono molteplici:

Alcuni non capiscono che in un gruppo  l’ego va messo da parte a vantaggio dell’agire comune.

Altri non concepiscono che in un gruppo ci possano essere diverse opinioni, e non sono abituati ad ascoltarle.

Altri ancora parlano di gruppo… ma lo accettano solo se a dirigerlo sono loro.

E ancora ci sono leader che vogliono esserlo a vita… e pur di continuare a dirigere fanno in modo di mettere dei mediocri al loro posto.

Poi ci sono gli invasati che vedono solo nemici intorno a loro, e spesso confondo i veri nemici con gli amici e viceversa… creando inutile scompiglio.

E che dire della  categoria dei “fumini”, persone intelligenti che appena si innervosiscono agiscono sull’onda dell’umore facendo danni a se stessi e a tutti gli altri.

Ci sono anche gli “ondivaghi” che cambiano continuamente idea  e anche sullo stesso argomento esprimono idee diverse creando solo confusione.

In tutti i gruppi ci sono i “leccaculo” che pur di piacere sono disponibili ad assecondare qualsiasi cosa anche la più stupida.

Poi gli arrampicatori… che piano piano fanno le scarpe a chiunque senza guardare in faccia nessuno, assecondati dal capo che fa finta di non vedere.

E ancora c’è la sindrome dello “yes man”, cioè quel capo che si circonda solo di persone che dicono sempre si…

Poi ci sono i furbi che credono nel principio “divide et impera”.

Ed ecco che a causa di tutte queste tipologie di persone in un gruppo inizialmente mosso da ideali comuni, piano piano resta solo quello che vuole fare il capo e pochi “discepoli”, e l’azione si fa impossibile, tutto diventa autoreferenziale e inefficace rispetto la voglia di incidere e cambiare. E inevitabilmente non cambia più nulla…

Perchè sono le persone che cambiano il mondo… ma insieme.

 

 



Categorie:Cronaca, Cultura, Musica, Spettacolo

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