Artisti e concerti “multitasking” (Italia popolo di cantanti, cantautori e tribute-band)

Umbria-Jazz-festivalLa lunga crisi ancora in atto ha causato problemi in tutti i settori purtroppo è risultata molto più grave dell’immaginabile nel settore della musica e dei concerti dal vivo.

Nonostante i numeri sembrino essere positivi per i grandi concerti (si noti l’assenza totale di ricerche e dati attendibili nel settore, che fa il paio con il disinteresse della nostra classe politica per il settore musica).

Ma il mercato italiano non è fatto solo di grandi concerti e grandi artisti con produzioni e spettacoli a pagamento. L’Italia è (o forse era) il paese delle feste di piazza. Centinaia di artisti di almeno tre diverse generazioni musicali hanno vissuto per anni, e ancora cercano di sopravvivere con grandi o piccoli concerti dal vivo nella calda estate italiana.

Io stesso al principio della mia vita professionale facevo il tecnico del suono ed ho fatto nei lontani 80 in pochi anni oltre 500 concerti con diversi artisti in tutta Italia, con una prevalenza nel centro-sud.

Feste patronali, rassegne estive, fiere e sagre abbondano in Italia, questo bacino di opportunità e di lavoro per moltissimi artisti ormai si è ridotto sensibilmente a causa dell’indisponibilità economica della stragrande maggioranza degli enti locali, che con i bilanci in rosso naturalmente tagliano ciò che a loro sembra superfluo e cioè investimenti in musica e cultura, a danno delle piccole economie turistiche che intorno ai programmi musicali estivi si creavano.

Il passa parola tra addetti ai lavori e soprattutto tra “impresari” ormai presenta un quadro sconsolante con una riduzione di almeno 2/3 del numero dei concerti che si riescono a fare in una stagione estiva (giugno- ottobre).

E al grido “bamboli non c’è una lira” i 50 concerti in una stagione, che sembravano allora un risultato deludente per moltissimi artisti negli anni 80, 90 e nei primi del 2000, oggi si sono ridotti a 10/15 concerti a stagione se va bene, e non per tutti, ma solo per quelli organizzati bene e con agenzie che lavorano bene.

Non parliamo poi della “jungla dei concerti nei club musicali che meriterebbe un capitolo a parte e che sfuggano ad ogni logica e a qualsiasi regola o controllo.

Perché questa premessa?

Questa situazione ha generato un nuovo modo di concepire la produzione degli spettacoli dal vivo per l’estate italiana.

In passato ogni artista, circa nel mese di maggio, organizzava la produzione il proprio spettacolo estivo scegliendo la band, costruendo piccole o medie scenografie e spettacoli luci… per poi scegliere il service più adatto alle proprie esigenze ed al costo più adeguato al cachet concordato con l’impresario di turno.

Dal 2011 in poi gli artisti italiani hanno cominciato a costruire i loro spettacoli dal vivo, progettandoli appunto “multitasking” .

Che significa?

Ogni artista costruisce e propone attraverso la propria agenzia di booking tre o quattro tipi di spettacoli nella stessa stagione:

– Il primo con la band, il proprio service tecnico etc. etc. quindi lo spettacolo completo di tutto;

– Il secondo con una versione ridotta (anche per la durata) magari con un chitarrista ed un tastierista o pianista (unplugged), senza service che dovrà essere garantito dagli organizzatori, cosi come un eventuale back-line, magari con l’ausilio di un tecnico del suono personale e il tecnico dei monitor resident;

– Il terzo magari da solo con chitarra o con il pianoforte accompagnandosi da solo, sempre senza service che verrà trovato sempre in loco, con uno spettacolo della durata minore in termini di tempo, con tecnici resident;

– Il quarto a beneficio dei giovani artisti (con pochissimo repertorio) uscenti dai molti talent televisivi (ma desiderati e adorati dagli adolescenti), ma non solo, con le basi musicali e voce dal vivo. Vere proprie ospitate (“chiamate in gergo marchette”) inseriti magari in chiusura come “Guest” in spettacoli delle molto economiche local/cover/ tribute/ band di turno, che hanno sostituito completamente le orchestre spettacolo degli anni 80 e 90;

A che serve lavorare in questo modo?

Certamente a suonare di più (più serate) offrendo a prezzi diversi ai potenziali organizzatori e impresari locali la possibilità di ospitare l’artista o gli artisti che i propri clienti (enti locali, comitati festeggiamenti, pro-loco, parrocchie, piccoli festival) hanno scelto, senza fare saltare la trattativa per motivi economici.

“Non hai i soldi per lo spettacolo completo? Vengo unplugged a meta prezzo… o faccio un’ospitata da solo, l’importante è che si lavori.

Al diavolo la qualità, l’espressione artistica, le scelte artistiche, e per la libertà di fare un percorso artistico coerente. Parola d’ordine adattarsi e arrangiarsi.

Come costruire una produzione diversa per ogni tipo di spettacolo?

Con delle robuste e ben fatte prove, curando tutti i particolari per ciascun tipo di spettacolo.

E ancora preparando delle schede tecniche dettagliate (rider) che dovranno essere rispettate dai service in loco e dagli organizzatori. Indicando microfoni, monitor, strumenti come tastiere pianoforti o amplificatori, le posizioni sul palco e le posizioni del monitor.

Infine date indicazioni di massima su luci e tipo di impianti audio si vuole trovare. Sarà bene essere preparati a trovare molte sorprese in ogni luogo, e quindi pronti a portarsi dietro gli strumenti personali, pedaliere, effetti , bilanciatori di segnale, trasmettitori wifi, cuffie e ear monitor personali.

Sicuramente le opzioni con il service in loco sacrificheranno gli spettacoli dal punto di vista delle luci… ma è un prezzo che si deve pagare per riuscire a lavorare in questo periodo difficile, e guadagnarsi “la pagnotta”.

Chi aveva cominciato sperimentando il multitasking mosso dalla necessità di essere originale e innovativo e non certo perché costretto da penuria di richieste, è uno dei più grandi artisti italiani, Ligabue, che nel 2006 ha organizzato in grande stile un tour in 4 tranche: prima nei club poi nei palazzetti, quindi negli stadi d’estate, infine nei teatri in autunno, preparando nello stesso anno 4 diverse produzioni di dimensioni e caratteristiche adatte agli spazi che venivano affrontati.

In attesa di tempi migliori e della possibilità che torni un poco di disponibilità economica agli enti locali (in Italia ci sono 8.092 comuni) dobbiamo però fare due calcoli e due ragionamenti, perché la diminuzione di serate disponibili ogni anno non dipende solo dalla crisi economica, ma anche da altri fattori.

In Italia sin dagli anni 60 sono nati tantissimi artisti amati dal pubblico, molti dei quali sono ancora in servizio attivo, idem gli artisti negli anni 70,80, 90 sino al 2000.

Molti di questi artisti per qualche anno hanno avuto un discreto successo per poi cadere nell’oblio o quasi, almeno per il grande pubblico salvo continuare a fare serate e spettacoli per vivere ed accontentare i propri fans (zoccolo duro).

E facile andare in giro per il sud Italia in vacanza d’estate e trovare sul muro manifesti di artisti che credevamo in pensione o a fare altri lavori, invece eccoli li pronti a cantare la sera stessa i propri due o tre successi nella piazza del paesino o della frazione limitrofa.

Poi si è cominciato a sfornare a ritmo annuale moltissimi artisti dai vari Talent Tv come Amici di Maria, XFactor, The Voice Italia, Italia’s Got Talent, che terminando l’edizione annuale si riversano per le piazze a fare serate… addirittura i bambini di “Ti lascio una Canzone” e “Io Canto” ormai sono cresciuti e diversi sono in piena attività.

Aggiungiamo che ci sono gruppi ed artisti dei circuiti underground e indies che comunque suonano in giro con successo, unitamente a quelli jazz che comunque sono moltissimi e spesso a costi ridotti

Ne risulta che ogni estate l’offerta artistica è esagerata rispetto alle possibilità del mercato, e continuerà ad aumentare a meno che molti artisti non decidano di fare gli agricoltori, gli idraulici o i falegnami. Ma se non è accaduto sino ad oggi non credo accadrà mai, e non li possiamo certo obbligare.

“Italia popolo di santi, poeti e navigatori” diceva Mussolini diversi anni fa, descrizione che oggi si è trasformata in “ popolo di cantanti, cantautori e tribute-band”

Che la musica sia sempre con voi e per chi lo ama… Rock &Roll.



Categorie:Spettacolo

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