Gentile Ministro Franceschini … e se ci occupassimo anche di musica italiana emergente e nuova dal vivo?

412870_324249237597616_453076060_oLa musica dal vivo in Italia, premessa.

Il settore della musica dal vivo in Italia è molto importante per le economie di chi vive di musica.
Oggi vista la sensibile diminuzione dei proventi provenienti dalla vendita dei dischi e la conseguente riduzione degli incassi da diritto d’autore, i concerti sono la principale fonte di reddito per la maggior parte degli artisti italiani.
E’ un settore, che se fosse giudicato dai dati comunicati dalla Siae, potrebbe sembrare in grande espansione.
Ma non è così.
In realtà questo incremento riguarda solo una cerchia ristretta di artisti, cioè quelli che fanno spettacoli a pagamento, con la vendita di biglietti.
Per semplificare la mia analisi dividerò gli artisti, in precise categorie che ne determinano in modo chiaro le potenzialità d’incasso e conseguentemente la possibilità di ricavarne un vero reddito.

Categoria A: artisti che realizzano spettacoli in grandi spazi come stadi o palasport.

Questi artisti sono un numero molto ristretto che probabilmente non supera il numero di venti o venticinque.
Questi artisti non fanno mai spettacoli gratuiti
E’ comunque la serie A degli artisti italiani, e come cantava Gianni Morandi in una famosa canzone degli anni 80… “Uno su mille ce la fa”.
Realizzare dei concerti in questo tipo di spazi prevede una potenzialità d’incasso molto alto, visti i costi fissi per il noleggio dello spazio, le attrezzature tecniche e i costi del marketing e di promozione.
La problematica principale, tutta italiana (o quasi) consiste nell’essere costretti ad utilizzare spazi nati per altre finalità, per esempio per lo sport, (stadi , palasport) per realizzare dei concerti, il che ne aumenta notevolmente i costi.

Categoria B: artisti che fanno spettacoli nei teatri e negli anfiteatri.

Anche in questa categoria il numero non supera un numero massimo di trenta.
In questa categoria spesso alcuni artisti nel periodo estivo fanno anche spettacoli gratuiti in grandi piazze e vi possiamo trovare molti artisti per i quali fare concerti in teatro è una scelta vera e propria.
Ma come tutte le scelte nasconde anche delle motivazioni molto pratiche, per esempio la tipologia di repertorio che questi artisti eseguono.
In questa categoria sono inclusi i principali cantautori e i più importanti interpreti italiani, che non avendo un repertorio musicale adatto a grandi spazi sicuramente più consoni per il rock, il pop, l’hip-hop, non ritengono di produrre spettacoli che prevedono quantità di pubblico superiore a un numero di 1.000- 1.500 spettatori.
In realtà il motivo principale di tale scelta è principalmente influenzato dal potenziale di vendita biglietti, che spesso non supera il numero medio di 1.000 paganti per ciascun concerto.
Esistono alcune eccezioni che confermano la regola ma che spesso creano delle forzature, come per esempio trasformare un palasport in un grande teatro con i posti a sedere in tutti gli ordini di posto.

Categoria C:Artisti che lavorano quasi esclusivamente nel periodo estivo con spettacoli gratuiti in piazza.

In questa categoria il numero di artisti è molto alto.
Gli artisti che fanno parte di questa categoria, non azzardano di approcciare spettacoli a pagamento per le notevoli difficoltà nell’organizzare dei tour, ma negli ultimi anni hanno visto ridurre sensibilmente le opportunità lavorative a causa della riduzione degli stanziamenti per spettacoli degli enti locali, principali clienti di questa categoria.
Dobbiamo tenere conto che ogni anno tutti gli artisti che hanno fatto un
minimo di successo a partire dagli anni 60 sino ai giorni nostri, vanno in tournée, con un’offerta nettamente superiore alla domanda.

Categoria D: Artisti giovani ed emergenti e band (l’anello più debole della catena).

Artisti che fanno concerti esclusivamente in club musicali, birrerie pub.
Il settore è una giungla e l’accesso per artisti e band è penalizzato da regole non scritte che vedono artisti e band interessanti che eseguono repertorio di loro produzione soccombere ad artisti e band tribute che suonano cover di artisti già affermati
Ci sono poi anche delle motivazioni economiche. Spesso il costo di un artista o una band, pur essendo molto basso, diventa un problema per il gestore già oberato da tasse, balzelli e vari ostacoli da superare e per pagare deve rinunciare ad una fetta dell’incasso da consumazioni che già è diventato esiguo a causa della crisi

Ecco invece alcune criticità generali:

Partiamo dalla considerazione che il pubblico italiano ha una scarsa propensione a pagare un biglietto per vedere un concerto.
Le motivazioni sono di tipo culturale, economiche e di sistema:

– In Italia, dagli anni 60 in poi ogni estate si realizzano migliaia di concerti gratuiti, (con un percentuale predominante al centro-sud) per sagre, feste religiose. Il pubblico di queste regioni è abituato ad avere la musica, a pochi metri da casa e gratis.
– La crisi economica morde e i prezzi dei biglietti sono molto alti e gli spettatori sono costretti a fare delle scelte rispetto all’offerta.
– Gli spazi per i concerti sono concentrati nelle grandi città, rendendo ancora più costoso un concerto per chi vive in provincia.

Ecco ora come potrebbe essere incentivato il settore ma soprattutto gli anelli più deboli della filiera, le categorie C e D:

(Incentivi alla divulgazione della musica popolare Italiana e dal vivo in spazi dedicati a tale attività, music club, piccoli teatri di provincia, pub, discoteche etc. etc.)

Presso il MIBAC andrebbe costituita una divisione per la promozione della musica popolare italiana dal vivo.

(Incentivi alla musica dal vivo in Italia)

La divisione Ministeriale incaricata provvederà a finanziare attraverso contributi economici quei teatri, locali e discoteche che programmeranno durante l’anno artisti e gruppi di musica italiana dal vivo che eseguono repertorio originale di loro produzione (non destinati a spettacoli di cover di altri artisti o artisti tribute o band dello stesso tipo)
Il sostegno finanziario previsto sarà concesso con particolare attenzione ai locali, teatri e discoteche che programmeranno nuovi artisti, artisti emergenti e nuovi gruppi, quindi non artisti che garantiscono un incasso certo.
Il rimborso dovrà essere richiesto dalle società,ditte individuali di gestione o dai gestori dei locali stessi alla divisione Ministeriale incaricata con apposita domanda da presentare entro ottobre di ogni singolo anno indicando il progetto per l’anno successivo e documentando l’attività svolta dell’anno precedente.
Il contributo concesso non potrà mai essere superiore al 40% del costo effettivo di ogni singolo artista programmato o delle spese sostenute per la realizzazione dei concerti previsti nel programma presentato da ogni singolo gestore.
Questo anche per festival, rassegne e premi dedicati alla stessa categoria di artisti ma dove si suona dal vivo.

Altra importante attività da supportare è la promozione della musica popolare italiana all’estero, con particolare attenzione ad artisti e gruppi musicali nuovi o emergenti.

Ecco come potrebbe essere disciplinata:

(Promozione della musica popolare Italiana all’estero)

Presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è costituita una divisione per la promozione della musica popolare Italiana.

La divisione provvederà attraverso canali istituzionali a favorire e promuovere la divulgazione della musica italiana all’estero attraverso diverse azioni tra le quali il finanziamento tramite contributo.
Il sostegno finanziario previsto sarà concesso direttamente ed esclusivamente agli artisti o ai gruppi musicali che ne faranno richiesta, con particolare attenzione alla promozione di nuove realtà della musica Italiana, e non potrà essere concesso alle case discografiche o alle agenzie di concerti o dagli agenti degli artisti stessi.
Il sostegno finanziario (rimborso) dovrà essere richiesto dagli artisti singoli o band presentando un’apposita domanda corredata da un dettaglio di costi (rendicontazione), e non potrà essere superiore al 60% dei costi sostenuti durante i periodo in cui hanno svolto concerti ed attività all’estero.
La divisione ministeriale vaglierà in base alla chiarezza dei dati forniti e dell’importanza dell’attività svolta, dando un parere positivo o negativo all’eventuale contributo.

Coperture economiche:

Le risorse economiche, quindi il finanziamento del progetto, sarà ricavato da quei moltissimi proventi SIAE che non vengono ripartiti, in quanto non si riesce a determinarne gli aventi diritto.
Inoltre si potrebbero destinare i moltissimi diritti pagati forfettariamente ed oggi ripartiti ingiustamente tra autori ed editori più ricchi, cioè coloro che ogni anno guadagnano di più.

Questo è il mio piccolo contributo di idee.
Luigi Calivà



Categorie:Cultura, Musica, Spettacolo

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: