I 12 luoghi comuni da sfatare per un artista emergente

Umbria-Jazz-festivalE dopo le “17 cose che gli artisti emergenti non riescono ad imparare” scritte da un emergente ed autosufficiente artista americano (Ari Herstand), ecco di mio pugno un elenco di 12 di luoghi comuni che si sentono dire in giro o si leggono sui social network da artisti che cercano di fare musica, con scarso successo o carriera complicata.

Potete trovarle approfondite e più dettagliate nel mio e-book “Essere artisti nel nuovo mercato musicale…” ormai arrivato alla 5 edizione aggiornata (2014)

  1. I discografici non capiscono nulla, lavorano solo su artisti che non valgono niente.  A parte il giudizio artistico che è molto soggettivo, ciò che piace a me non piace a te. Forse perché non hanno alternativa, devono cercare di vendere dischi perché sono pagati per questo. Se fossero stipendiati da un ente di beneficenza probabilmente lavorerebbero anche su artisti che hanno poche  possibilità di vendere, e che magari gli piacciono di più;
  2. Non riesco a trovare una casa discografica. Ormai le case discografiche lavorano solo con artisti che hanno già iniziato una carriera e si sono messi in evidenza. Quindi non vi lamentate, rimboccatevi le maniche e gestitevi da soli per raggiungere l’obiettivo di essere notati.Oggi si può fare. Ma ricordate la canzone: “Uno su mille ce la fa”. Purtroppo oggi è diventato uno su un milione;
  3. Ho inviato i mie brani a tutte le case discografiche e non ho ricevuto alcuna risposta.Chi volete che si metta ad ascoltare migliaia di brani che mensilmente arrivano via posta o via mail? Chi volete che vi risponda? Nessuno vi impedisce di farlo… ma sappiate che al 99% nessuno li ascolterà;
  4. Per fare suonare i dischi in radio si deve pagare. Forse una volta, ora le radio proprio non li suonano gli emergenti, sono tutte radio di successi. Provate ad immaginare come delle radio che in un’ora passano circa 8 dischi possano trovare spazio per suonare il disco di Pinco Pallo, visto la super offerta mensile di singoli da suonare di artisti più famosi di Pinco Pallo. Forse come in francia si potrebbe obbligarli per legge a dare spazio ad artisti giovani emergenti e locali;
  5. I dischi più suonati dalle radio sono quelli più venduti. Assolutamente no, provate a confrontare per un mese ,settimana dopo settimana, i dischi più venduti e quelli più suonati. Vedrete che sorprese!
  6. Il panorama italiano e quello indie sono pieni di grandi talenti incompresi, tra cui vi  mettete anche voi. Conoscete un artista di talento vero che non abbia avuto la sua chance?
    Pensateci attentamente. Alcuni sono diventati artisti di successo, altri non hanno saputo sfruttare l’occasione. Tutti gli altri… Il talento è merce rara. Ma per consolarvi vi dico  anche che in Italia non manca comunque il talento… manca il mercato. Ecco perché le  17 regole di Ari Herstand in Usa possono funzionare, seguirle in Italia spesso non basta;
  7. Non trovo un manager. Il manager di un’artista non è colui che vende gli spettacoli di un artista, ma quel professionista che insieme all’artista gestisce la carriera a 360° individuando il giusti collaboratori e determinando delle precise strategie;
  8. Non trovo un produttore.Il produttore di un disco non è quello che paga, ma il musicista, tecnico del suono, arrangiatore o altro professionista che insieme all’artista realizza nel miglior modo il prodotto discografico, avvalendosi  di collaboratori e scegliendo la giusta linea da seguire;
  9. Io odio i Talent-show, sono la rovina della musica. I Talent-show non mi piacciono, tuttavia  insieme ad altre strade possono essere  un utile esperienza ed un trampolino di lancio per un certo tipo di artisti. Teniamo conto che in Italia dai Talent-show da quando esistono sono usciti si e no 3 o 4 artisti di vero e consolidato successo;
  10. Io non ascolto musica di altri artisti. Ascoltare musica, essere informati, non lo si fa per copiare o ispirarsi, ma è necessario per conoscere la scena musicale. E sopratutto la musica del passato e la storia che vi possono dare esempi e ispirazioni. Io non prenderei mai sul serio ed in considerazione un artista che non conosce i grandi artisti e le band italiane ed internazionali degli anni 60-70-80-90… ;
  11. Sono molti anni che ci provo ma non riesco a fare successo. Il successo di un artista dipende da molti fattori… ma certamente non è possibile ottenerla in solitario. E’ un gioco di squadra a cui partecipano molti professionisti;
  12. Non ho bisogno di studiare per fare l’artista. Lo studio e la formazione come in tutte le attività sono fondamentali per riuscire ad ottenere il meritato successo o la possibilità di vivere di musica. Quindi non smettete mai di essere curiosi e di conoscere con cura non solo tecnica, melodia ed armonia, ma anche conoscere bene il mercato, le regole scritte e non, e lo scenario in cui vi muovete.

In bocca al lupo.

 



Categorie:Cultura, Musica, Spettacolo

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2 replies

  1. La cosa peggiore dei reality show è che stanno diventando l’unico modo per farsi notare. La gente non apprezza davvero la musica, ma apprezza il “personaggio” le sue litigate, le sue lacrime, i suoi amori e così di riflesso, ascolta la sua musica.

    Il problema è che i reality non sono come una gara canora, ma sono una vera e propria “fintissima” vetrina nel quotidiano di una persona, da un reality non uscirà mai l’artista migliore ma l’artista più capace di fingere, di recitare e di attrarre simpatie con tutto quello che non ha niente a che fare con la sua musica.

    E molti artisti, che sono fedeli alla loro arte e non vogliono essere apprezzati per il look, i capelli, le storie di amore o i litigi ma solo e unicamente per la musica, non hanno proprio la capacità di vivere l’esperienza di un reality, di essere così falsi, lecchini, attori, ipocriti… ma per loro molte porte rimarranno chiuse, proprio perché sempre di più le persone non vorranno nemmeno sentire una canzone che proviene da qualcuno che già non conoscono prima e per cui non hanno già simpatie. Ecco perché il singolo di Belen è uno dei più scaricati su iTunes, ecco perché se un figlio d’arte canta male, sarà sempre più seguito di un emergente.

    Il problema è che nel mercato musicale moderno la musica non conta nulla. Conta essere personaggi, come una volta lo erano i nobili che avevano fama e tutto il villaggio parlava di loro. E neppure la gente sembra accorgersi che non stanno davvero apprezzando la musica ma subendo un’ossessione per la celebrità. Justin Bieber, Lady Gaga, Emma Marrone, Moreno… potrebbero smettere di cantare, apparire solo in vlog e sarebbe ugualmente ricchi e famosi e nessuno si accorgerebbe neppure che hanno smesso di cantare.

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