“Musica, l’ombra di tangenti e ricatti per andare in radio”

“Musica, l’ombra di tangenti e ricatti per andare in radio”

Non paghi? Non ti trasmettono. E resti muto. L’ultima denuncia è di Caputo. Come lui tanti boicottati: Finardi, Conte, Bennato.

Riecco il fantasma mazzette.

Cattura 0Cosi titolava l’articolo che ho letto su Lettera 43…  e a parte il sensazionalismo del titolo, mi sono sgorgate alcune irrefrenabili considerazioni…
Io non conosco il giornalista in questione… ma mi permetto di dire con “cognizione di causa” che per parlare di certi argomenti bisogna conoscerli bene e non parlare per sentito dire.
Le emittenti radio non boicottano gli artisti… sono solo succubi di un’equazione molto semplice, quella dei loro editori: “Se non suoni successi il pubblico non ti segue, gli ascolti calano e si vende meno pubblicità”.
In soldoni se ne sbattono di artisti e discografici, vogliono incassare soldi… che sono probabilmente gli ultimi anni di vacche grasse per la radio, poi quando le generazioni digitali diventeranno dominanti i giochi sono finiti.

Le radio e sopratutto i loro editori hanno anche dimenticato che i successi, se vuole li fa la radio, non se li fai consegnare dalla Tv dei talent o dalla discografia. Ma questo è un altro discorso molto più complesso, è un discorso di management e gestione fatta da gente che sa come muoversi, gente che a parte rari casi ormai in radio non c’è più.
Noi al tempo ragionavamo così: Se non suonavamo un disco e quel disco faceva comunque successo era una sconfitta per la radio e un grave colpo alla sua credibilità e alla sua capacità di creare successi. Fatto che faceva venire meno un legame stretto di rispetto reciproco tra discografici radio e artisti.

Era il tempo di Ramazzotti, Laura Pausini,Ligabue, Biagio Antonacci, Nek, Zucchero, Michele  Zarrillo,Giorgia, Elisa,  Articolo 31, Luca Carboni, Samuele Bersani, Litfiba, Francesco Renga, e prima ancora di Tozzi, Caputo, Togni, Concato Finardi, Vecchioni, Branduardi…

Ora tutto ciò non accade più, gli editori hanno altri obiettivi… espandersi nel mondo dei media con le app digitali per smartphone, la tv digitale, siti internet super trafficati, eventi sponsorizzati, e alcuni anche con etichette discografiche e produzioni. La radio è solo lo specchietto per le allodole, e poco importa se per fare questo ti spacciano Emma come Madonna, Scanu come Fregoli e Mengoni come Bowie.

La verità è che i dischi non si vendono più di default per tutti, i soldi vengono dal live, spesso arrivano dall’amore dei fan, dallo zoccolo duro di pubblico e della credibilità conquistata nei tempi d’oro, in quei anni dove la musica contava veramente nella vita di tutti, e così gli artisti.
Quindi i primi a pagare sono proprio loro quelli degli anni 80/90/2000, i Togni, i Caputo, i Finardi… cantautori che però indipendentemente dall’essere suonati dalle radio, vivono credo tranquilli, fanno concerti e si auto-pubblicano i dischi proprio per fare concerti.
Conte lo lascerei fuori dal discorso, perché l’avvocato non è mai stato suonato dalle radio, è e resta un grandissimo artista di caratura internazionale che ha il diritto di invecchiare con dignità come Fossati o Paoli, e se lo desidera fa uscire un nuovo disco auto-prodotto e promozionato da promoter e uffici stampa indipendenti, che sono più numerosi, e più agguerriti di quelli all’interno delle case discografiche, loro lo stipendio non lo hanno garantito a fine mese.Tozzi ha fatto una grandissima carriera con vendite stellari. e anche lui vive tranquillamente senza bisogno di essere tirato in ballo in queste polemiche un po trite e scontate.

Non si può pretendere da un’impresa privata di suonare questo o quello… le scelte sono assolutamente nel diritto dell’emittente… a meno che non stabilire regole precise  per legge, come la necessità di salvaguardare la tradizione musicale italiana rispetto quella di provenienza internazionale, per esempio.

Comunque nulla cambierebbe nella loro vita o nella loro carriera se questi artisti oggi venissero suonati RTL, RDS o Radio Italia etc. etc. etc… ormai è poca la credibilità di queste emittenti in tema musicale, e poi i dischi in classifica, spesso… sempre più spesso, non coincidono con quelli più suonati dalle radio, basta fare una verifica.

Diverso è per i giovani campioncini dei talent, o i rapper emergenti di gran moda oggi, se smettono di essere suonati dalle radio spariscono.
In fondo 13 anni di Amici… diversi anni di XFactor hanno prodotto si e no 5 o 6 artisti presenti sul mercato discografico + uno che fa tutto, format Tv canterini ,Tale e Quale…, travestimenti, Isole dei Famosi…

Infine equivocata dall’autore dell’articolo la dichiarazione di Edoardo Bennato, il primo dei cantautori a riempire gli stadi, con una carriera alle spalle che lo colloca nella storia come un caposcuola, e questo non si può discutere, parlano le sue canzoni e i suoi successi evergreen.

Edo che è uno della vecchia scuola, crede ancora ( o fa finta di credere per vedere se qualcuno ci casca)  che qualcuno prenda il suo disco, investa molti soldi e cerchi di vendere molti dischi. E qui si spiega l’offerta di Sanremo di  questo qualcuno (non so chi sia), che lui chiama ricatto. In realtà quel qualcuno avrebbe voluto investire soldi non suoi , quelli che  paga la Rai per una partecipazione a Sanremo di un big, se va alla grande, altrimenti pazienza, rischio zero, anzi se risparmiando avanza qualcosa…

D’altronde 30 o 40 mila dischi si possono vendere ugualmente con 10 ragazzini prelevati dai talent appena finiti per quest’anno, che vendono 3000 o 4000 copie ciascuno senza investimenti e senza rischi. Ma sopratutto senza contratti alti come un enciclopedia, braccati da avvocati, artisti e manager che ti chiamano 4 volte al giorno pretendendo dalla tua promozione o dal tuo marketing quello che tu non hai nessuna intenzione di fare… rischiare e spendere.

Edoardo esci con il tuo disco e non ti preoccupare di radio, discografici e festival… il pubblico ti ama, e se il disco è bello vedrai tutto sarà meraviglioso.
La Nannini insegna.

 



Categorie:Cultura, Musica, Spettacolo

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