“Metamorfosi” di vita

“Metamorfosi” di vita

Quel pomeriggio, durante una pausa tra una loro session di prove e l’altra trovai finalmente il coraggio di entrare in quella stanza trasformata in sala prove, dopo settimane passate ad ascoltare fuori e sbirciare dalla finestra.

Appena entrato mi resi subito conto di trovarmi per la prima volta in un mondo di professionisti della musica. Due casse  acustiche di un impianto Sisme erano collocate davanti ad un ipotetico palco e diversi monitor triangolari erano posizionati vicino alle postazioni dei musicisti

OlivieriSpitaleriAl centro una postazione con un microfono e diversi tamburelli senza pelle posati per terra in cerchio e un flauto traverso argentato, era il regno di Jimmy Davide Spitaleri mitico cantante della band con capelli biondi lunghissimi, barba bionda lunga ed un fisico asciutto esaltato dall’essere sempre a torso nudo. Era sempre misterioso, silenzioso e spesso appartato e i nostri rapporti non sono mai andati oltre un saluto ed un complimento.

In un angolo la postazione di Enrico Olivieri, tastierista con il suo organo elettromeccanico  Pari e il suo leslie, e un fantastico sintetizzatore monofonico di Mario Maggi un genio italiano dell’elettronica, prototipo di quello che sarà  uno strumento che diventerà un punto di riferimento nel mondo del progressive italiano, un cult. Enrico con i suoi lunghi capelli e il naso da pugile agiva anche sui suoni dell’impianto e sui livelli dei monitor… almeno durante le prove. Era intelligente, aveva uno spirito imprenditoriale ed era uno straordinario musicista eclettico, oltre ad essere sempre gentile e affettuoso.

Al centro dietro una bellissima batteria Sonor nera una doppia cassa con quattro tom, due timpani ed un rullante alto, circondato da piatti Paiste di tutte le misure, agiva con un energia ed una forza che non avevo mai visto Gialuca Herygers, uno straniero di colore, tutto muscoli, sempre con un asciugamano intorno al collo per il sudore e che parlava bene l’italiano. Sembrava un duro ma era buono e gentile.

31292_111779062196676_1208110_nA destra due casse Marshall ed una testa a valvole sempre Marshall con due bassi appoggiati alle casse, un Fender Jazz dell’epoca ( eravamo nel 1973)  ed un fantastico Rickenbaker,  era la strumentazione di Roberto Turbitosi l’uomo con la camicia a stelle, colto, intelligente e sempre sorridente ed affettuoso.

Da quel giorno non smisi più di frequentarli,  in sala prove ed in tantissimi concerti in giro per il Lazio (oltre non avevo il permesso familiare di seguirli) guardando, ascoltando, imparando e rubando con gli occhi e le orecchie, questo  poté avvenire grazie all’amicizia e all’affetto soprattutto di Enrico e Roberto che con spirito paterno si affezionarono a me piccolo biondino fragile, ed altri amici che erano i miei compagni di adolescenza.

Con loro due poi  avremmo poi condiviso moltissimi anni di amicizia e tante esperienze di vita diverse negli anni a venire.

Imparai a memoria  testi e musiche di qui due album che la band suonava in tour. “Inferno” una lunga suite  musicale ispirata all’Inferno di Dante ma girata ai tempi moderni dove i condannati alle pene erano politicanti, razzisti e spacciatori di droga, e alcuni brani del primo album “E fu il sesto giorno”,molto meno conosciuto e più “grezzo” musicalmente.

Capii subito quel giorno stesso che quello era il lavoro che volevo fare, anche se ci sarebbero voluti altri cinque anni prima di iniziare  a lavorare in modo professionale e otto anni prima di essere dietro ad un mixer  come tecnico del suono in un vero concerto.

Grazie a loro che mi innamorai della musica come lavoro.

Metamorfosi,  la band (fonte Wikipedia)

Il gruppo nasce sul finire degli anni sessanta, quando alla band I Frammenti si unisce il cantante e flautista siciliano Davide Spitaleri.  All’epoca I Frammenti hanno in scaletta principalmente classici beat inglesi, ma alcuni degli ultimi concerti seguono la moda delle messe beat. L’arrivo di Spitaleri, un cantante dalla voce profonda, con capelli lunghi e barba solenne da profeta, imprime al gruppo la svolta definitiva verso atmosfere spirituali.

Metamorfosi-Inferno-1973-Front-Cover-699Dopo due anni di esperienze, nel 1972 viene dato alle stampe il primo album …E fu il sesto giorno. Nell’album emerge soprattutto la voce potente ed espressiva di Spitaleri che arricchisce i brani tipicamente tardo-beat, a tratti persino ingenui, un po’ acerbi ma comunque sempre gradevoli. Le liriche ruotano attorno al tema della fragilità dell’uomo, vittima delle passioni, e citano spesso la figura di Cristo come unico tramite verso il riscatto. Tipico dell’epoca anche un certo pacifismo naïve, ad esempio nel brano Hiroshima. Con il primo album alle spalle il gruppo suona allo stadio Flaminio di Roma nell’ambito del 2º Festival di Musica d’Avanguardia e di Nuove Tendenze. Alla fine dell’anno escono dal gruppo Tamburro e Natali, quest’ultimo sostituito alla batteria dal congolese Herygers.

È solo il secondo disco, Inferno, che impone il gruppo all’attenzione degli appassionati consacrandoli allo stato di cult band. Uscito all’inizio del 1973, è un concept album ispirato alla Divina Commedia di Dante. I testi attualizzano il poema originale collocando tra i supplizi eterni anche “politicanti”, “razzisti” e “spacciatori di droga”. La copertina apribile è affidata all’ottimo pittore Adelchi. Sul versante strettamente musicale, il disco è dominato dalle tastiere di Enrico Olivieri artefice di un tappeto sonoro di grande impatto, con arrangiamenti a tratti maestosi bene intonati al soggetto, con qualche venatura dark. Ancora una volta suggestiva e perfettamente inserita nel contesto la voce carismatica del cantante. Particolarmente ricercata, infine, anche la rappresentazione dell’album nei concerti dal vivo. Il gruppo si presenta sul palco indossando costumi che incarnano i vizi dell’uomo. In particolare il cantante, vestito con una tunica rossa recante una croce bianca sul petto, evoca con forte presenza scenica il sommo poeta, il quale alla fine del concerto viene giustiziato sulla sedia elettrica al cospetto di prete e soldati. Nonostante siano passati oramai molti decenni dalla pubblicazione, gli argomenti trattati nel disco risultano ancora attuali. L’album ottiene un buon riscontro commerciale, ed è senz’altro da annoverare tra i capolavori dell’epoca nel suo genere.

Nonostante queste buone premesse, il fallimento della Vedette lascia il gruppo senza appoggio e alla fine del 1973, dopo una intensa attività concertistica culminata al Palasport di Roma nell’ambito del “Festival della Musica Popolare”, il gruppo si scioglie. Il terzo disco, in preparazione, non viene portato a termine. Dopo lo scioglimento della band, il cantante Spitaleri si reca a Los Angeles a perfezionare l’uso della voce, pubblicando un paio di dischi da solista, il primo dei quali con lo pseudonimo di Thor.



Categorie:Cultura, Musica, Spettacolo

Tag:, , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: