Eurovision song contest: dove le canzoni assumono una valenza politica.

imageLa vittoria della cantante ucraina Jamala con la canzone “1944” è ancora una volta una testimonianza che all’Eurovision song contest , la musica e le canzoni hanno sempre meno importanza. Assumono invece una valenza significativa i contenuti politici delle stesse canzoni o delle esibizioni, cosi come era già evidente dalla vittoria di Conchita Wurst.L’artista ucraina, oltre alla sua ottima voce e sostenuta da un moderno arrangiamento,  ha diversi altri ingredienti che gli hanno consentito di vincere:

  1. La prevalenza di nazioni del blocco dell’est Europa (e dell’ex blocco Sovietico) che da sempre si soccorrono vicendevolmente sia nelle votazioni di giuria che nel televoto.
  2. Il significato del testo della canzone… “Il testo di 1944 parla della deportazione dei tatari di Crimea negli anni 1940 per volere dell’Unione Sovietica di Iosif Stalin. Jamala è stata ispirata dalla storia della sua bisnonna. Nazylchan, che aveva circa 25 anni quando è stata costretta a trasferirsi nella brulla Asia Centrale (la stessa Jamala è nata a Oš, in Kirghizistan) con i suoi quattro figli, una delle quali è morta durante il viaggio.La deportazione è avvenuta mentre il bisnonno di Jamala stava lottando a fianco dell’Armata Rossa nella Seconda guerra mondiale, impedendogli di proteggere la sua famiglia. Il ritornello di 1944, cantato in lingua tatara di Crimea, riporta le parole sentite da Jamala durante i suoi racconti sulla deportazione, e riflettono la sua incapacità di poter passare la gioventù nella sua terra natia.” (fonte Wikipedia)
  3. “La stessa Jamala ha affermato in un’intervista che la canzone ha per lei un secondo significato: le ricorda infatti che lei e la sua famiglia, come tutti i tatari che vivono in Crimea, “si trovano su un territorio occupato” – facendo riferimento alla crisi della Crimea del 2014 che ha visto l’intervento militare della Russia sulla penisola (fonte Wikipedia).”
     
  4. Il fatto comunque di aver cantato un brano in inglese (ad esclusione del ritornello), non ricordo se tutti i ritornelli o solo l’ultimo, gli ha consentito di farsi capire e conquistare favori anche da altre nazioni, che come tutti sappiamo si contrappongono politicamente alla Russia, per il solo fatto di essere capita.
  5. Al televoto il sistema adottato quest’anno (Valenza 50% giuria e 50% televoto) da troppo potere alle nazioni più pololose che possono  spostare numeri  enormi di voti, e qui torna la valenza dei blocchi Est Europa-Slavi- Scandinavi- Latini – Tedeschi.

Resta inspiegabile del perché Francesca Michielin,  dotata di una bellissima voce e di una canzone il cui testo poteva essere essere interpretato come un testo generazionale, e perfettamente in grado di cantare un ottimo inglese, abbia cantato quasi tutta la canzone in Italiano ,(non so se avete notato il disappunto del pubblico in sala appena capito che non era in inglese) nonostante la possibilità di realizzare un testo in inglese che è rimasto a metà. Non mi si dica che la canzone italiana deve essere cantata in italiano, perché il brano “No degree of separation” o “Nessun grado di separazione” non ha le caratteristiche della canzone tradizionale italiana, e quindi non poteva suscitare come lo scorso anno con il Volo (Terzi in classifica) l’approvazione del pubblico e delle giurie amanti del bel canto. Non si pensi nemmeno che l’artista proveniente da un Talent abbia già la maturità artistica per trasformare una canzone discreta in una emozione internazionale.

cover_francesca_michielinAncora più inspiegabile il perché in assenza  di una canzone adatta, non si sia provveduto a preparare una canzone nuova più idonea alla manifestazione (il tempo c’era) , visto che il pubblico italiano non può votare per la nostra rappresentante… e il pubblico del resto del mondo comunque avrebbe ascoltato una canzone che non conosceva.

O si da per scontato che il mondo ascolta Sanremo e le sue canzoni?

Forse bisognava ammettere che il brano è carino, ma non un capolavoro degno di diventare un evergreen. Ma un segnale sarebbe dovuto già arrivare dal Festival di Sanremo  dove la Michielin è stata battuta al tele voto dagli Stadio, che come generazione sono di fatto nell’età di essere i suoi genitori, e questo in un epoca dove la musica e il suo consumo è sempre più  patrimonio delle giovani generazioni.

Sempre di più emerge che per fare fronte a sfide internazionali bisogna ragionare, ponderare e agire con determinazione, cosa che mi sembra sia sfuggita a chi ha gestito questa tappa della carriera di Francesca Michielin.

Io comunque ho tifato per lei.

“Imparare è un’esperienza; tutto il resto è solo informazione” (Albert Einstein)

Luigi Calivà

 

 



Categorie:Cronaca, Cultura, Musica, Spettacolo

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