Radio Rai con Carlo Conti punta ai giovani. Ma i giovani ascoltano la radio?

Sarò sincero, questo post è un poco tecnico ma credo che non vi annoierete per qualche numero di troppo.

All’annuncio non ci credeva nessuno che Carlo Conti fosse veramente stato nominato direttore artistico delle reti radiofoniche Rai, sembrava una bufala… ma poi ci si è resi conto che era vero. Il giglio magico aveva colpito ancora.

Ora manca Panariello direttore dell’intrattenimento comico in Rai  e Pieraccioni direttore artistico del festival di Venezia, e abbiamo completato il cast.

Sembra una barzelletta ma non lo è…

Ironia amara per uno come me che in radio da dirigente ci ha lavorato 16 anni e che ha vissuto diversi periodi… dalle radio locali, alle grandi reti radiofoniche private, dalla guerra promozionale con radio Rai di Riganti, con 105 e Deejay, radio milanesi, alle battaglie di poster su Roma con Radio Radio, sino a diventare il primo network italiano con oltre 5 milioni di ascoltatori (Fonte Audiradio anno 2000 o giù di li)

Tutto questo, per noi squadra vincente di professionisti (eravamo un bel gruppo) che lavorava a RDS (al secolo Radio Dimensione Suono) veniva costruito con una attentissima analisi della società, dei gusti musicali degli ascoltatori, delle nuove tendenze, del target di ascoltatori della radio, attraverso i numeri che ci forniva trimestre per trimestre Audiradio, e la loro attenta analisi.

Oggi del lavoro del Carlo nazionale in radio si possono solo interpretare spifferi, piccole notizie che girano nell’ambiente, in rete, sui social, pettegolezzi da rivista estiva o da parruchiere.

Si dice… voglia rincorrere format come quello di RTL, ringiovanire, svecchiare musicalmente la radio… ma questo credo lo possa fare solo mettendo le mani su Rai Radio 2, quella più musicale delle 3.

Radio 1 è tutta programmi talk e informazione e non credo si possa ringiovanire, tantomeno Radio 3.

E quindi lo fa con  Rai Radio 2, intanto sembra certa la cancellazione del programma di Lillo e Greg “610” (in onda da 10 anni), si vocifera di ridimensionamenti e di snaturamenti di altri programmi della rete, tagli e di ampie modifiche sul palinsesto, forse per un ritorno alla Radio 2 di Maurizio Riganti, quella che è stata la più vicina ad una radio privata.

Caro Carlo, intanto se proprio vuoi prendere ad esempio RTL, prova ad ascoltare Radio Rai in giro per l’Italia. Il segreto di Lorenzo Suraci non è certo solo il prodotto radiofonico…ma una copertura del territorio con delle frequenze stellari, di cui l’80% Fm 102,5, e poi la Radiovisione, cioè la Tv SAT e DT dove puoi ascoltare e vedere ciò che va in onda sulla radio, amplificando l’effetto di copertura del territorio in modo capillare.

Ora io non ti voglio insegnare nulla… tuttavia vorrei provare a smontare il concetto che fare una radio di musica (si chiama di flusso) con interventi brevi ed informazione (appunto alla RTL) ti potrà consentire di crescere in ascolti. Devi anche tenere conto che il sistema contrattuale Rai è un poco farraginoso e non ti consentirà di avere conduttori in onda allo stesso orario per decenni, si chiama fidelizzazione, ma non funziona allo scadere del contratto non rinnovabile. Senza tenere conto di quei personaggi Tv che senza impiego pur pagati con contratto in essere, sono dirottati verso la Rai Radio per fargli fare qualcosa in attesa…e poi la politica, i raccomandati…

La nuova indagine di ascolto Radio Monitor GFK ci offre dei numeri molto interessanti.

(Fonte Rockit.it 2015)

ProgrammiLe migliori performance di ascolto in crescita la fa Radio 105 che nel primo semestre 2016 balza al 3 posto delle radio più ascoltate dopo Rtl e Deejay, che ha ottenuto questi risultati  anche grazie a programmi di grande successo, ben 5 nei primi 10 e dove il primo “Tutto esaurito” dalle 7,00 alle 10,00 fa ben 1.269.000 ascoltatori seguito dallo Zoo di 105 con           1. 213.000 ascoltatori. E guarda caso Rtl si piazza al terzo posto con un programma non di  flusso musicale, che precede addirittura Deejay chiama Italia dei mitici Linus e Nicola.

Quindi la radio del futuro forse non è flusso musicale, ma programmi… questa è la tendenza .

Radio 105 appena entrata nella galassia Mondadori Mediaset, ha in serbo altre cartucce come il passaggio di Cruciani da Radio 24 proprio a 105 con un format tipo Zanzara.

A fare flusso musicale ci sono già RDS, RTL, RADIO ITALIA, VIRGIN RADIO, M2O, RADIO CAPITAL, RMC, il segmento è molto affollato e la concorrenza e forte e direi imbattibile , anche per i motivi sopracitati, per esempio conduttori come Linus, Nicola Savino, Anna Pettinelli, Fabio Volo, Il trio Medusa, Lo Zoo di 105, Albertino, La Pina, Alvin, Tony e Ross, Fabiola e Dj Giuseppe, Baiguini e Platinette/Coruzzi, Amadeus… che da anni intrattengono il pubblico dalle frequenze delle loro emittenti radio.

(fonte Primaonline dati RadioMonitor)

ascolti

Quindi mi sembra alquanto azzardato mettere le mani sull’unica emittente Rai, appunto Rai Radio 2 che non perde ascolto a favore dei concorrenti nel 1 Semestre 2016.

Poi mi sembra ancora più azzardato andare a cercare i giovani…

Ma ci sono i giovani che ascoltano la Radio ?

Facciamo due numeri:

Dati Radio Monitor 2015 ascoltatori totali Radio 35.018.000

Il primo segmento: di cui 1.808.000 14-17 anni – 3.199.000 18-24 anni , quindi circa 5 milioni hanno da 14 a 24 anni e sono distribuiti tra tutte le radio.

Il secondo segmento: 5.351.000 25-34 anni e 7.253.000 35-44 anni, quindi circa 12 milioni e mezzo hanno da 25 a 44 anni ( sono giovani ?) sempre distribuiti in tutto l’universo radio.

E qui arrivail bello.

Il terzo segmento: 6.830.000 da 45-54 anni 4.571.000 da 55-64 anni 6.006.000 oltre 64 anni

Quindi circa 18 milioni e mezzo hanno da 45 anni in poi, e 12 milioni da 25 a 44 anni.

La domanda sorge spontanea: ma dove sono i giovani?

Tutta questa fatica per cercare di spostare 5 milioni di ascoltatori che sono certamente impegnati con le radio più giovani come M2O, Virgin Radio che hanno circa l’80% sino ai 44 anni

Anche Radio Deejay ha circa l’80% degli ascoltatori sino a 44 anni e Radio 105 su 4.600,000 ne ha circa 4 milioni sino ai 44 anni pur avendo 5 programmi di grande successo molto parlati.

 Caro Carlo… forse sto facendo il processo alle intenzioni, forse mi sbaglio, o forse ci vuole un’analisi più attenta e idee più innovative. Forse ci vogliono professionisti… piuttosto che la solita italianata del “che ce vò”.

 

 

 



Categorie:Cronaca, Cultura, Musica, Spettacolo

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