Musica e Web: l’importante è essere già famosi.

fabio-rovazziIntendiamoci il mio non è snobismo, ho sempre rispettato tutti i generi musicali e anche chi realizzava successi estivi… i famosi tormentoni.

Prendo spunto da un articolo su Rockol di Mattia Marzi  ” Dal Web al primo posto in classifica: cosa sta succedendo alla musica italiana?”  per completare la riflessione da lui iniziata.

Il web rende famosi… e le italian star del web approfittano e fanno tutto, spesso male, in modo raffazzonato e goliardico, ma fanno comunque successo. Cinema , musica, Tv  e libri, in ogni settore scalano le classifiche e umiliano chi, il cinema, la musica, la tv e i libri li fa per professione.

E’ il music business baby…  la dove si investe poco e si guadagna molto le potenti major del settore si tuffano a pesce cercando di accaparrarsi questa  o quella web star. Da Rovazzi a Chikovani, Ciuffi Rossi, Benji & Fede, Il Pagante, Decarli e Greta Menchi per la musica,  e ancora Sofia Viscardi, Matt&Bise, Alberico De Giglio, Antony Di Francesco e Cleo Toms per i libri, o ancora Frank Matano e Francesco Sole per la televisione e anche per il cinema.

Ora impera la regola del semi-lavorato, quella che definisce che è meglio rischiare di pubblicare robaccia con dei personaggi che già sono famosi e che spesso scimmiottano male star e dischi di oltreoceano, piuttosto che rischiare di pubblicare musica interessante e dischi degni di questo nome, ma essere costretti ad investire in comunicazione e promozione per farli conoscere, con il rischio di lavorare molto, spendere altrettanto e raccogliere poco.

sofia-viscardi

Sino ad oggi i Talent Show erano il bacino privilegiato di pesca “dell’artista” semi-lavorato, salvo accorgersi che ad oggi da 4 Talent Show  in circa 10 anni sono emersi in modo completo (più o meno) 6 artisti che stanno proseguono il loro cammino, pubblicando dischi e facendo veri concerti. Contro 40 vincitori e 40 secondi classificati di cui  almeno  per 70 bisogna chiamare la nota trasmissione “Chi lo ha visto ”

E allora il web diventa il nuovo bacino di pesca delle major del disco e degli editori di libri.

E’ come se 20 anni fa si fossero pubblicati dischi o libri di Rocco Siffredi e Moana Pozzi solo perché erano famosi, poco importa il come erano diventati famosi.

Avere il disco primo in classifica solo con lo streaming (vedi Rovazzi) equivale a pensare di guadagnare e fare fatturato con il primo posto in classifica di airplay radiofonico.

Non sono esperto di editoria letteraria, ma di musica e discografia un pochino ne mastico… abbastanza per consigliare agli amici discografici di abbandonare la “Sindrome di Tafazzi” e ricominciare a fare il loro lavoro di scouting  e eventuale  successivo tentativo  di lancio di veri talenti della musica. Le ultime scoperte di valore risalgono a  circa 16  anni fa e portano il nome di Tiziano Ferro e Cesare Cremonini, oggi big della canzone.

E anche vero che sia Ferro che Cremonini sono stati scoperti da indipendenti, ma gli indipendenti e i vari produttori e manager  potranno continuare a fare il loro prezioso lavoro solo se alle spalle avranno il supporto di una discografia illuminata e lungimirante, e non aziende che praticano solo la politica del “one shot”.

Se non sarà cosi il web canterà nei prossimi anni il suo proverbiale “andiamo a comandare” e Rovazzi diventerà il prototipo degli “artisti” di domani con buona pace di chi ancora osa chiedere “qualità”.

 



Categorie:Cronaca, Cultura, Musica, Spettacolo

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