Insulti, bugie, giornalisti e ciarlatani

bob-dylan-net-worthNel giorno in cui  se ne andato Dario Fo, il giullare che il mondo ha consacrato assegnandogli il premio Nobel, il mondo stesso consacra un menestrello, Bob Dylan, e eleva la sua musica i suoi versi a patrimonio mondiale della letteratura, assegnandogli il Nobel. In questo giorno non si dovrebbe ne piangere, ne gioire, tanto meno parlare di giornalismo e ciarlatani.

Se non avessi fatto quel che il destino mi ha assegnato nella vita, avrei voluto essere (non fare) il giornalista. Cosi come il mio povero nonno Ugo, invece di fare l’alto dirigente del Ministero di Grazia e Giustizia (cosi si chiamava) avrebbe voluto lui stesso essere giornalista, se non avesse rifiutato la tessera del Partito Fascista. E non c’era giornalista che non l’avesse in tasca in quel periodo.

Oggi la credibilità di questo meraviglioso mestiere è minata da strane figure che fanno dell’insulto gratuito, della faziosità e della approssimazione,  il punto di forza delle loro carriere, spinti da un io irrefrenabile.

Oggi purtroppo solo questo tipo di “giornalista” ha visibilità, trasformando il mestiere di Montanelli, Biagi, Bocca, Fallaci e molti altri… in un teatrino di ospitate Tv, dibattiti sterili e risse televisive, dove un’opinione diventa “la verità assoluta”  e analisi  soggettive dove non contano i fatti, e dove è importante vincere… come in un faccia a faccia tra politici di due schieramenti in una eterna campagna elettorale per promuovere se stessi.

Nel mondo della musica il giornalismo e la “critica musicale” è morta da anni (salvo pochi casi ), come la stessa musica, tra recensioni di dischi fatte copia incolla con il comunicato stampa e cronache di concerti scritte al ristorante after show, oppure articoli scritti in sale stampa affollate, dove il pensiero è quasi unico come gli articoli dei quotidiani il giorno dopo questo o quel festival, o grande concerto. Poi c’è  l’estinzione definitiva dell’intervista in quanto contraddittorio ormai visto come la peste. E se i quotidiani parlano di musica nelle pagine dedicate alla cultura lo fanno con poche righe stereotipate, la dove invece trovano spazio sempre più spesso articoli su artisti, dischi e concerti dove il commento che viene spontaneo è: “ma ca… è?” di chi parlano. E se gli chiedi perché… ti rispondono che il “direttore ” non concede spazio. Certo, la paura della “marchetta” ormai è diventato terrore.

Alcuni  noti “giornalisti” e critici musicali li vedi e li ascolti ormai solo a casa di Maria e i suoi Amici, per fare gli opinionisti su questo o su quel giovane artista, a dare lezioni di musica e discografia, spesso senza aver amici-14-venerdi-5-giugno-finale-1-i-giornalisti-in-studiomai scritto una nota, ne mai prodotto un disco. Tanto meno aver mai fatto il manager, costruito una carriera artistica o almeno contribuito ad un vero successo.

Altri “giornalisti” si sono specializzati nell’insulto sistematico ed offensivo… sempre verso gli artisti di  maggior successo, possibilmente pop. Più fanno successo e più il tiro si fa ad altezza uomo. Salvo poi sdilinquirsi in complimenti verso improbabili prodotti discografici o esibizioni di illustri sconosciuti che sono sempre molto più fichi di chi riempie stadi e scala classifiche di vendita, anche in tutto il mondo. Ma l’insulto più fastidioso è per chi compra dischi e biglietti di questi artisti “di successo”, i fan, che sono sempre considerati ignoranti, stupidi e succubi di campagne marketing e di grandi complotti dei poteri forti, della discografia e delle lobby dei concerti. Tutto questo, millantando competenza, preparazione e professionalità. Ma sappiamo bene che per insultare e offendere non c’è bisogno di essere preparati, basta conoscere i principali insulti.

Poi ci sono i nuovi “giornalisti” o blogger che scrivono sui blog e social network, promossi ad “influencer” per il pubblico più giovane che ormai l’ignoranza e la maleducazione la vede e la legge ogni minuto sotto qualsiasi post o articolo.

Per scrivere, recensire, analizzare il lavoro di un anno di un artista, di una intera carriera o di un concerto, bisognerebbe analizzare il contesto in cui un disco nasce o una carriera si è sviluppata. E se un artista addirittura fa successo in tutto il mondo è un tantino presuntuoso pensare che milioni di fan a tutte le latitudini sono degli scemi, e tu invece che disprezzi ed offendi hai capito tutto.

Per suonare Jazz devi essere un jazzista, per suonare Classica devi essere uno strumentista, Maestro con diploma e specializzazione, per fare rock devi essere rock. Quindi perché per scrivere e criticare, un giornalista può parlare e scrivere di qualsiasi genere musicale?

Il principio che i gusti musicali sono sempre soggettivi e mai oggettivi non sfiora mai i pensieri del nostri eroi insultanti, che credono di essere la verità incontestabile e unica.

Che dire?

“E’ la stampa bellezza! La stampa! E tu non ci puoi far niente! Niente!”



Categorie:Cronaca, Cultura, Musica, Spettacolo

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3 replies

  1. Parole Sante! siamo in un mondo pieno di persone che per 2 minuti di popolarità insulterebbero anche la mamma… un mondo pieno di superbi e presuntuosi che si atteggiano a “critici” e che per far scalpore sanno usare solo le armi dell’ offesa e dell’insulto…. e poi ci sono persone che hanno davvero una cultura e bè… quelle persone non le conosce nessuno perchè chi ama ed ha passione per la “cultura” è persona umile e non frequenta salotti e trasmissioni tv “blasonate” (o potremmo dire spazzatura) dove si pratica solo “la macchina del fango”. Grazie per questo articolo. Ognuno di noi dovrebbe imparare a valutare le cose, le persone, i fatti come scritto da lei….

  2. Parole Sante! siamo in un mondo pieno di persone che per 2 minuti di popolarità insulterebbero anche la mamma… un mondo pieno di superbi e presuntuosi che si atteggiano a “critici” e che per far scalpore sanno usare solo le armi dell’ offesa e dell’insulto…. e poi ci sono persone che hanno davvero una cultura e bè… quelle persone non le conosce nessuno perchè chi ama ed ha passione per la “cultura” è persona umile e non frequenta salotti e trasmissioni tv “blasonate” (o potremmo dire spazzatura) dove si pratica solo “la macchina del fango”. Grazie per questo articolo. Ognuno di noi dovrebbe imparare a valutare le cose, le persone, i fatti come scritto da lei….

  3. Stupendo articolo complimenti concordo in tutto bravissimo!!!!!!

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