Tre funerali in uno

Giovedì scorso si sono purtroppo tenuti a Roma i funerali dell’amico Michele Modella, discografico di lungo corso, tra gli inventori della “promozione” in discografia, scomparso improvvisamente. La chiesa era molto affollata, e oltre la presenza di numerosi artisti che dovevano molto a Michele, brillava purtroppo anche qualche assenza.

3502502_1813_michele_mondella_1Michele era uomo meraviglioso, ironico, autoironico, dal pensiero sottile e dalla battuta tagliente come una lama. Ha dato tutto se stesso nel lavoro, e con il suo lavoro ha contribuito a costruire artisti grandissimi, dalle lunghe carriere costellate di tanti successi. Un professionista che negli ultimi anni, dopo l’uscita dalla BMG (ex RCA) è stato costretto suo malgrado a reinventarsi e ed affidarsi ai rapporti costruiti nel tempo, purtroppo non sempre e non tutti hanno risposto alle sue aspettative e a quello che aveva seminato nel suo grande lavoro nel passato. Io dico sempre con una punta di amaro che nel mondo della musica in Italia (ma forse dappertutto) uno dei mali peggiori che affligge questo ambiente è l’irriconoscenza.

“L’irriconoscenza è uno dei comportamenti umani più indecifrabili e dolorosi. Difficile da definire, perché si tratta di un non-sentimento, l’irriconoscenza consiste nell’incapacità di corrispondere alle attenzioni altrui pur godendo dei vantaggi che se ne ricavano. L’irriconoscenza è fonte di frustrazione e di infelicità sia per chi la subisce che per chi ne è l’inconsapevole protagonista perché determina un senso di alienazione affettiva e la forma peggiore di solitudine: quella che si prova anche quando si è in compagnia” (Cit. Dott. Enrico Maria Secci, Psicoterapeuta)

Nella vita a mio parere bisogna sempre tener presente le conseguenze dei nostri comportamenti ed essere sempre molto attenti alle cose che si fanno, e a quelle che non si fanno, tra queste in posizione dominante c’è il non-sentimento della irriconoscenza.

Quindi giovedì insieme a quello di Michele abbiamo avuto l’impressione di celebrare un secondo funerale, quello della riconoscenza.

Ho poi condiviso in serata in una telefonata con una amica di lunga data, Alessandra Z. una riflessione ed un pensiero del perché io fossi scappato immediatamente poco prima della fine della cerimonia, e scorrendo mentalmente i tanti amici di Michele presenti, artisti, cantautori, cantanti, giornalisti, ex colleghi discografici, radiofonici, televisivi, autori, editori musicali… e riconoscendo quella malinconia aggiuntiva che ci ha assalito, e che ho condiviso con Alessandra, oltre alla tristezza per la scomparsa improvvisa di un caro amico

27072714_10215445076542932_6064206114587014589_nLa discografia, la promozione, gli artisti, la stampa musicale, certe competenze specifiche, alcune regole basilari, un certo modo di lavorare, il talento e non solo quello artistico, sono stati progressivamente sostituiti da fredde multinazionali dove un addetto è un numero e non un nome, e dove competenza e professionalità sono viste come un fastidio perché vanno pagate bene, e spesso sostituite da poco costosi ma rampanti tuttologi spesso aggressivi capaci di parlare molto, e di fare molto poco.

Si è diffusa la convinzione che non ci sia più bisogno di certe figure e di un vero professionismo che nasce solo dall’esperienza, lasciando spazio alla teoria che io definisco del “che ce vò”. Questa teoria è quella che consente di affidare una macchina da corsa a un neo patentato con la scritta P sul lunotto posteriore, con il risultato (nella metafora) di uno schianto alla prima curva, ma nella realtà diventa la spiegazione del perché è ridotta così la musica in Italia oggi. L’attuale panorama non costruisce carriere, spreme, consuma e butta via… lasciando spazio per il prossimo.

Quel velo in più di malinconia e tristezza nasceva dal fatto che intorno alla bara di Michele ci sembrava di celebrare anche il funerale di un mondo che oggi sta sparendo o è già sparito, anche per la progressiva scomparsa dei suoi protagonisti principali.

Abbiamo avuto quindi la percezione di celebrare un terzo funerale, quello della musica italiana, che con un triste saluto andava via insieme a Michele.



Categorie:Spettacolo

2 replies

  1. Come non essere d’accordo?

  2. Michele, non ti dimenticheremo. Tutto quello che hai fatto egregiamente fa parte della nostra storia, e tu ne sei una grande traccia. Con tanto affetto… Elisabetta

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