Critica musicale si o critica musicale no?

Prendendo spunto da un articolo di Marinella Venegoni, dal titolo “Ahi, hanno recensito la Pausini Scoppia il caso “Fatti sentire”  pubblicato sul Blog della Stampa, e che parla di Mario Luzzatto Fegiz che stronca sul Corriere Forum il disco di Laura Pausini, mi è venuta questa riflessione.

( http://www.lastampa.it/2018/04/06/blogs/on-the-road/ahi-hanno-recensito-la-pausini-scoppia-il-caso-fatti-sentire-Uyh9M51mHz7y97LJ7NcIfP/pagina.html )

( http://forum.corriere.it/fegiz_files/18-03-2018/laura-pausini-fatti-sentire-ancora-no-grazie-3108597.html )

Io credo che far rinascere (mai nata) la critica musicale italiana… se ne possa fare benissimo a meno, almeno in questo momento storico della musica italiana.

Il rischio è quello di stroncare tutto e tutti, ottenendo l’effetto contrario cioè quello di  azzerare per sempre l’efficacia della critica come analisi di un disco, nel contesto temporale, rispetto ai precedenti e a confronto con i suoi simili.

Ma Laura Pausini non ha simili… è lei e basta, quindi per me non è criticabile, si può appunto intervistare (se te lo chiede l’editore), oppure ignorare.laura-pausini

Oggi la critica è presente in ogni post sui social che parlano di musica, è spesso grezza, semplice, pop, ma si fa capire e fa capire cosa il pubblico pensa di questo o di quel cantante, o disco.Poi c’è la tendenza tutta italiana di dividersi in Guelfi e Ghibellini. Pop o rock, rap o trap, Vasco e Ligabue, Pausini o Giorgia,  Fedez o Fibra,Talent o Festival, cantautori o cantanti, indie o major… e cosi via.

La credibilità dei nostri giornalisti musicali è oggi vicina allo zero… e anche la loro effettiva influenza sul pubblico, e  se pure se si ricominciasse a scrivere critiche e a chiamare i giornalisti “critici” difficilmente l’operazione sarebbe efficace.

I giovani che si avvicinano a questo lavoro sul web hanno spesso atteggiamenti da fan club. Si leggono sui blog musicali interviste ed articoli che fanno esclamare “questo chi caxx’è?” e non riferito al giornalista, ma all’artista recensito o intervistato. Quelli che criticavano i “marchettari” della carta stampata, oggi scrivono sui blog e sui siti musicali pure del coro dell’oratorio, pur di essere invitati alla mega presentazione in aereo e avere un pass per il Festival o per il back stage di un mega concerto.

Poi In un periodo in cui il vincitore di Sanremo Giovani, Ultimo, annuncia due concerti in due palasport a Roma e a Milano… tutti gli schemi sono saltati.

Infine ci potrebbe essere la tendenza ad imitare Michele Monina, noto insultatore seriale, e la situazione potrebbe diventare stucchevole… d’altronde già appare non genuina quella dell’originale che ricorda la famosa frase di Nanni Moretti “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?

Questo si può affermare anche per  Mario Luzzatto Fegiz,MLFegiz ormai praticamente in pensione, fautore di questa rinata vena critica, ma che in questo momento ha da farsi perdonare la figuraccia fatta con quella falsa telefonata sul Talent, che lui ha sempre avversato, in cui avrebbe dovuto fare il giudice ed essere maltrattato da Fedez.

Insomma se vogliamo ripristinare il diritto di critica a dischi e concerti, dobbiamo prima rivedere tutto il funzionamento del sistema/ mercato, selezionare le “penne” dai “giornalisti” pagati a cottimo un pugno di mosche ad articolo, scrivere un codice etico con cui approcciare questo lavoro, i rapporti tra giornalisti, case discografiche, uffici stampa, artisti e organizzatori di concerti. Poi forse la critica musicale potrebbe sembrare credibile.

 

 

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